teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 26 febbraio 2010

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Quando l'insight accende la creatività

Nel processo creativo, il punto culminante è l’intuizione improvvisa di una soluzione nuova e utile. È l'insight, definito così da Wolfgang Köhler, osservando non un essere umano ma Sultano, uno dei suoi scimpanzè (qui vedete i video di Kohler. La qualità è quella di inizio ‘900). Un esempio di illuminazione creativa si trova nella leggenda di Archimede e la corona d’oro. Gli insight, però, non arrivano dal cielo, ma dopo un periodo di lavoro in cui si alternano pensiero logico e analogico. Mentre il cervello cerca nuove associazioni, il suo livello di attività (arousal) decresce: sonno e incubazione creativa sono analoghi, e il primo favorisce la seconda. Ecco perché osservare una persona creativa immersa in una fase di incubazione è noiosissimo: può sembrare quasi addormentata.
Comunicazione di servizio: la discussione della scorsa settimana resta aperta a nuovi insight. E poi tentiamo una sintesi di tutti gli interventi.

Commenti (14)

1Giovanna Cosenza 01 marzo 2010
Giovanna Cosenza



 

Deliziosi i video di Koehler... non li avevo mai visti!
:-)

2Utente Anonimo 01 marzo 2010
nuovo e utile



siamo sicuri che la discussione resta open?
ho provato ad inserire il mio responso e non ce l'ho fatta!

3annamaria 01 marzo 2010
annamaria



 

@ anonimo2: può darsi che, come ogni tanto succede, il CMS faccia i capricci. Domattina faccio controllare subito. Comunque sì, la discussione resta aperta e i contributi sono benvenuti.

4Utente Anonimo 02 marzo 2010
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Ricordo ancora con stupore e piacere quella notte in cui mi svegliai con la soluzione di un problema di analisi matematica a cui avevo dato la caccia per tutto il giorno precedente.

Preso un veloce appunto, mi sono riaddormentato. La mattina dopo l'esercizio era risolto.

Anche la ricerca di soluzioni a problemi logico-matematici è creatività, specialmente se si seguono percorsi alternativi e logica parallela.

-- Lionello

5Utente Anonimo 02 marzo 2010
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Cara Annamaria, questo post è tra il precedente topic e questo qui.
Conosciamo poco le nostre capacità intuitive. Nel '93 comprai Tipi psicologici e posso dire di non aver mai meglio spese 34mila lire. Lì l'intuizione è descritta bene e nel caratteristico modo junghiano, che si fonda esclusivamente sulle sue esperienze di terapeuta. L'intuitivo corre dietro alla possibilità; ne è dominato e, finché la intravede, è curioso, entusiasta, ottimista. Le visioni, che produce in abbondanza inesauribile, hanno le radici nelle immagini dell'inconscio, e queste creano possibilità di concezioni nuove e nuovi potenziali d'energia.
Conosciamo anche poco il potere del pensiero analogico, soprattutto il potere di chi sa come produrlo. Di fronte alla dimensione analogica di un'intuizione, la logica può farci dire : " Ma che c'entra?". Eppure il pensiero logico da solo non è abbastanza. Temo che la poesia e la pittura, dalla seconda metà dell'800 in qua, non siano generalmente capite e meno ancora amate. Certo anche i grandissimi dell'antichità e dell'Età Moderna usavano sia la dimensione logica che l'analogica, ma se ne valorizzavano soprattutto la capacità sistemica, l'equilibrio della classicità, la maestria della costruzione drammatica, meno le veloci capacità associative , l'individuazione delle somiglianze e corrispondenze che Baudelaire descrive così bene. (Parlo di arte perché è il mio campo, ma, come suggerisce Lionello, nella scienza è ancora più evidente).
Dare credibilità solo ai nessi logici codificati non può bastare per capire l'età nostra, né per contrastare le sirene del Grande Comunicatore e le capacità spiazzanti della sua parola. Forse non è tempo per i "sederi di pietra": siamo fermi al concetto che l'economia è il cuore del sistema (e lo è). Solo che il Mercato ha trovato nuove strade e nuove parole per imporre ciò che è utile e ciò che è inutile. E qui cominciano i nostri guai.
P.S. Ho pagato sempre tutte le tasse, sia perché "le tasse sono belle" se ci assicurano i servizi, sia perché essendo nota cattocomunista sapevo di dover essere come la moglie di Cesare.

Gabri

Il marchingegno per i commenti funziona male.

6Laura Bonaguro 04 marzo 2010
Laura Bonaguro



Sono d'accordo con Gabri, conosciamo poco delle nostre capacità intuitive. Le sperimentiamo anche nel nostro piccolo quotidiano, ne ravvisiamo l'importanza, la meraviglia, la necessità e ci sfugge però il meccanismo che le nutre o che le potenzia, troppo articolato, non semplificabile e tantomeno riproducibile. Proprio perché non sono solo il frutto del pensiero ma dell'insieme di quello - logico e analogico - di percezioni e di emozioni, l'insight è L'Intuizione, è la cosa più vicina alla conoscenza assoluta. Senza insight non esisterebbero le visioni...

7gabri 04 marzo 2010
Utente anonimo



Dato che nessuno posta-siamo calamitati altrove-, racconto una storiellet.
Stamattina ho incontrato un conoscente, fan di B., con cui non discuto mai, tanto è inutile.
Ma era molto su di giri. Ho detto:" Ma si tratta di timbri, di firme, tutta roba concreta, facile da controllare. E dunque (l'ho testato, sono una discola) che logica c'è in tutta questa indignazione?". E lui :" Logica, che c'entra la logica??". Patatrac.

8Utente Anonimo 05 marzo 2010
nuovo e utile



E' vero: conosciamo poco delle nostre capacità intuitive.
Per cui siamo poco creativi.
In parte, perché si viene iniziati da piccoli a sovrastrutture la nostra dotazione naturale, instaurando subito una gerachia in cui la capacità logica domini su quella analogica.
In parte perché il sistema pedagogico imperante non lascia nessuno spazio all'esplorazione, al riconoscimento e alla valorizzazione di tutti i vari momenti del processo creativo (siano essi, tre, sette o mille).
Ci si abitua a ragionare, per lo più, ed esclusivamente per schemi: pensiero verticale senza pensiero laterale.
Pensiero consequenziale senza immaginazione.
Anzi, la svisata, il deragliamento dal binario dell'ordinarietà è spesso condannato come distrazione, divagamento.
Poi si continua da adulti ad aderire a pensieri (e desideri) gia bell'e confezionati, serviti quotidianamente.
E non si è capaci di avere una visione pu riconoscendone la necessità.

Eleonora

9Graziano 05 marzo 2010
Graziano



  

Mi piacerebbe tantissimo inserire un mio commento ragionato. Ma proprio non ce la faccio. E' un ragionamento, quello proposto, molto complesso e, per "volgarizzarlo" da non tecnico, mi porterebbe via troppo tempo e troppa fatica. E il risultato non sarebbe granchè, temo. Il fatto, però, che "l'intuizione di una soluzione nuova e utile" arrivi improvvisamente l'ho sperimentato tante volte nella mia vita. E non ho mai riflettuto a lungo sul processo, credo inconscio, che il mio cervello aveva fatto. Affascinante, comunque.

10wc 05 marzo 2010
wc



  

MIRA LA MOSCA

L'ingegnere Doung Kemple, pianificatore delle scelte per l'aeroporto di Schiphol ad Amsterdam, ha avuto la brillante idea di inserire una decalcomania vicino ai fori di deflusso degli orinatoi dei bagni pubblici dell'aeroporto.
Questa semplice e geniale intuizione, fa si che il fruitore del vespasiano tenti, durante l'uso, di scacciare la mosca, quando la minzione finisce e si accorge che è uno scherzo, con un sorriso lascia contento il bagno.
Questo giochetto fa ridurre dell'80% le fuoriuscite di urina, facendo risparmiare in detersivi e manodopera per la pulizia una qualtità enorme di denaro ai gestori della stazione, oltre che lasciare i bagni più puliti.

Walter

11gabri 05 marzo 2010
Utente anonimo



@ Walter. Nel film Hot Chick il custode della toilette per uomini suggerisce : " Mira la mosca". Sarà il caso che ogni signora si procuri la decalcomania.

Sull'intuizione.
Non è che parlando di intuizione si rischia, come Bergson, di esser presi come chi preferisce l'irrazionalità? Cioè che si voglia contrapporre la conoscenza intuitiva alla conoscenza dell'intelletto?
Chi riconosce le potenzialità dell'intuizione non nega la funzione dell'intelligenza come strumento di conoscenza, ma li accredita come due saperi: la conoscenza completa sarebbe un " misto".
Due semplici esempi dell' "esistenza" dell'intuizione:
- la soluzione dei tantissimi problemi di Neandertalman
- " Un'ora, non è solo un'ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi". ( M. Proust)

12Utente Anonimo 06 marzo 2010
nuovo e utile



@ Gabri: "Non è che parlando di intuizione si rischia, come Bergson, di esser presi come chi preferisce l'irrazionalità? Cioè che si voglia contrapporre la conoscenza intuitiva alla conoscenza dell'intelletto?"

Personalmente credo di no. Porre l'accento sulle diverse componenti dell'intuizione e della conoscenza non mi pare proprio una scelta politica. Per fortuna...

Buon sabato a tutti

13Laura Bonaguro 06 marzo 2010
Laura Bonaguro



Non ero logata e ho inviato il post precedente. Buon sabato a tutti di nuovo(eutile)!

14annamaria 06 marzo 2010
annamaria



 

Intuizione e ragione, pensiero logico (che procede per cause ed effetti, premesse e conseguenze) e pensiero analogico (che procede per somiglianze e differenze, slittando per contiguità da un fenomeno all'altro, da un campo all'altro) non andrebbero considerati come contrapposti, ma come modalità da integrare.
La fase preliminare e quella conclusiva del processo creativo secondo Wallas (preparazione, cioè interiorizzare e strutturare i dati, e verifica, cioè controllare se l'insight ha effettivamente prodotto qualcosa di buono, sistematizzare i risultati e renderli comunicabili) sono segnate dal pensiero logico.
E' analogica la fase centrale del processo (quella che comprende l'incubazione e culmina con l'insight).
A molti sfugge il fatto che l'incubazione non porta a nulla se manca un lavoro preparatorio di tipo logico-razionale. Perfino il sonno che, come è stato scoperto di recente, se è caratterizzato da una fase REM può favorire in modo significativo intuizioni creative, funziona in questo senso solo se il problema da risolvere è già ben chiaro nella mente di chi "ci dorme sopra".
Insomma: le due modalità di pensiero non sono per niente contrapposte e andrebbero alternate. Le ricerche dicono che le persone creative sono particolarmente capaci di modulare la propria attività cerebrale passando da una condizione all'altra: cioè da uno stato di alta attività, proprio dell'essere impegnati in compiti cognitivi complessi, a uno stato di bassa attività, analogo a quello del sogno e proprio di uno stato di attenzione diffusa, che rende particolarmente permeabili a intuizioni e suggestioni.

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