Su una (a suo modo terrorizzante) pagina pubblicitaria fashion di ambientazione scolastica la modella occhialuta molto molto Gelmini-style sta sotto un titolo che promuove qualità a basso prezzo. Chissà se l’annuncio piace a Luca Piergiovanni, precario, premiato da Gelmini vera come migliore prof. d’Italia, che si acchiappa euro 600 al mese (da vedere il suo blog di alfabetizzazione digitale). E a Paolo Macchiarini, chirurgo: l’unico ad aver trapiantato la trachea, richiamato due anni fa in Italia dalla Spagna dov’era, che riceve una cattedra anche a Stoccolma ma a Firenze non c’è verso. Intanto l’OCSE ci conferma che per la scuola l’Italia spende poco e soprattutto con modesti risultati. E una scorsa alla sintesi dei dati dell’ultimo rapporto Education at a Glance ci dà un’ulteriore cattiva notizia: la formazione permanente coinvolge solo poco più del 20% degli adulti (pag 28/29). Il che, in un paese con pochi giovani, è doppiamente grave. Forse bisognerebbe dire che il livello di istruzione influisce, oltre che sul reddito (oltre il 50% in più della metà dei paesi esaminati, pag.38), anche sull’interesse per la politica, e perfino sullo stato di salute (pag.48/49). Insomma, chi ha istruzione migliore non solo guadagna di più, ma (guardate qui i dati) vive anche più pienamente, e di più.
Commenti (23) |