teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 21 aprile 2011

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Questioni di metodo 5: what if

What if non è solo il titolo di diverse canzoni. Una dei Coldplay (qui il testo tradotto). Una (cruda, secondo lo stile dell’autore) del rapper 50 cent. Una di Joan Osborne, che si chiede (qui il testo tradotto) “che succederebbe se Dio fosse uno di noi?”
What if è un modo di ragionare tipico del pensiero creativo, e consiste, letteralmente, nel domandarsi “che cosa succederebbe se…?”, partendo da ipotesi anche estreme e forzando le conseguenze, fino ad ampliare lo sguardo e a comprendere conseguenze, opportunità o soluzioni prima impensabili: un bel salto mortale della mente. Questo divertente tutorial, tratto da un bestseller statunitense, può darvi un’idea di quel che intendo.
La potenza cognitiva e creativa di questo modo di pensare è bene illustrata da Michael Pollan, che in una TED Conference ci invita ad assumere il punto di vista di un’ape. O di una pianta. Fino a scoprire, per esempio, che un gruppo di erbe molto intelligenti (prima fra tutte il mais) ci sfrutta, noi genere umano, per diffondere i propri geni. O a capire come la biodiversità funziona davvero.
Il What if sta alla base dell’ucronia, o fantastoria: la narrativa fantastica che immagina le conseguenze di eventi storici possibili, ma mai accaduti. Qui potete scaricare il primo capitolo de L’inattesa piega degli eventi, il libro di Enrico Brizzi che ipotizza una vittoria fascista nella Seconda Guerra Mondiale. È un’ipotesi analoga a quella fatta negli anni ’90 da Robert Harris con Fatherland, e già negli anni ’60 da  Philip K. Dick con La svastica sul sole, che ipotizza una vittoria nazista. Il libro diventerà a breve una miniserie per la BBC, prodotta da Ridley Scott.
Lo stesso meccanismo, declinato sui fumetti Marvel, produce storie in cui, per esempio, i Fantastici Quattro sono cosmonauti. O Captain America muore nella Guerra Civile.
Una versione del What if, intitolata Just Suppose, fa parte del TTCT (Torrance Tests of Creative Thinking): una fra le più note e valide batterie di test del pensiero creativo. I quesiti posti sono di questo tipo: “immagina che dalle nuvole pendano corde che arrivano fino a terra” oppure “immagina che noi possiamo trasportarci dovunque solo premendoci il naso, o strizzando un occhio” oppure “supponi che piova, e che le gocce siano solide e restino immobili nell’aria”. Bene: che cosa succederebbe? Quali sarebbero le possibili conseguenze?

Commenti (6)

1Utente Anonimo 26 aprile 2011
nuovo e utile



Anche Stephen King, nel suo "On writing" cita la stessa metodologia. Oltre al suo libro, qualcosa c'è anche qui http://it.wikipedia.org/wiki/On_Writing:_Autobiografia_di_un_mestiere

Vittorio

2jjgiordano 26 aprile 2011
Utente anonimo



L'ultimo album dei Mr. Big si intitola What If....guardatevi la cover!

http://en.wikipedia.org/wiki/What_If..._%28Mr._Big_album%29

3TEO56CH 26 aprile 2011
Utente anonimo



Grazie per queste utili segnalazioni :-)

4Utente Anonimo 26 aprile 2011
nuovo e utile



C'e' anche una canzone di Prince molti insolita che si chiama "If I Was Your Girlfriend" in cui un uomo chiede alla sua ragazza se gli permetterebbe di fare quelle cose che farebbe fare alla sua miglior amica come pettinarla, oppure consolarla se e' stata ferita ...anche se a ferirla e' stato lui stesso. Un atipico e anti-maschilista cambio di prospettiva. http://www.youtube.com/watch?v=D4C9qR9wJVw

5Utente Anonimo 27 aprile 2011
nuovo e utile



WHAT IF: immagina che qualcuno legga il mio blog www.oltreleden.it.

Quali sarebbero le conseguenze oltre a sentirmi dire che faccio schifo, che scrivo come un millepiedi senza piedi e che anche una trisavola, oltre a rivoltarsi nella tomba, usa le virgole e il congiuntivo meglio di me? Ma potrebbe anche succedere che si scopra un nuovo talento e che i migliori editori facciano a botte per i miei piccoli racconti. Oppure che Berlusconi, leggendo una mia invettiva, rinsavisca e si convinca dell'importanza di mandare La Russa sulla Luna. Quante cose possono succedere con WHAT IF.

ps: il presente vale anche come ringraziamento :)

6Jacopo 28 aprile 2011
Jacopo



Altro mirabile esempio di What if: il "S'i' fosse fuoco" di Cecco Angiolieri. :)

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