teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 04 ottobre 2010

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Una passeggiata ai confini tra colori e suoni

Questa volta il punto di partenza è  un recente telecomunicato che unisce musica e colore. Mica male. Faccio una digressione e vado su Wikipedia a rivedermi la definizione di sinestesia, (e poi la più esauriente definizione inglese): in sostanza, è il fenomeno percettivo che cortocircuita canali sensoriali diversi, per esempio vista e olfatto o, appunto, vista e udito. Difficile capire che sensazioni si provano, ma questo breve documentario lo spiega bene. Invece questo corto lo racconta in modo più evocativo, e quest’altro prova a trasmettere l’esperienza. Torno all’idea del “vedere” i suoni. O, almeno, della loro rappresentazione visiva: roba da futuristi, ma non solo.  Trovo diversi video (ecco Chopin e Debussy) che rappresentano il rincorrersi delle note. Poi finisco in un sito che trasforma i Beatles in infografica. C’è anche la pagina su Flickr. Ah: c’è un progetto artistico che mappa le parti del corpo più citate nei diversi generi musicali. Divertente. Trovo anche un sacco di fuffa, che vi risparmio. Invece il Bouba/Kiki effect scoperto da  Wolfgang Köhler merita: è una piccola esperienza di sinestesia comune al 95% delle persone.
Insomma: girovagare nelle zone di confine è un esercizio creativo che chiede tempo e una dose (ne abbiamo già parlato) di serendipity. Qualche volta ci si perde, ma spesso si scovano cose inaspettate.

Commenti (17)

1Laura Bonaguro 06 ottobre 2010
Laura Bonaguro



Apro le danze, in un adagio lento.

Sinestesia. Mozart infatti, e non è/era l'unico, diceva di vedere la musica. Non un intruglio di note e simboli ma di sensazioni ed effetti letteramente visivi. Quando un secolo fa ballavo, ricordo l'immedesimazione suono-colore-movimento. Difficile verbalizzare l'atmosfera percepita perché più spesso la si associa a ricordi emotivi e tattili. Credo che anche questo tipo di suggestione sia un po' soggetta alla regolarità della pratica, più la si sperimenta, più ci si tiene in esercizio. Ora infatti mi capita di rado di provare quel tipo di esperienza. Ho avuto un guizzo leggendo l'home page di oggi. Di che colore? Tonalità di blu. Cercherò di scoprirne il perché.

2Utente Anonimo 06 ottobre 2010
nuovo e utile



A chi è a Milano in pianta stabile o di passaggio suggerisco un'esperienza straordinaria: Dialogo Nel Buio (dialogonelbuio.org). Un itinerario nel buio totale durante il quale si attraversano diversi ambienti sonori, olfattivi e tattili. Ricordo ancora l'incredibile sensazione di quando, aiutandomi con una mano (l'altra era incollata a un muro, per non perdermi...) ho cercato di decodificare un "quadro" in rilievo, senza riuscire a capire cosa rappresentasse. Poi ho usato ENTRAMBE le mani e improvvisamente quella figura ha acquistato spessore, come se la "vedessi" in 3D. Da non perdere.

Valeria

3gabri 06 ottobre 2010
Utente anonimo



In questo modo può avvenire l'incontro da adulti ( a scuola lo si fa pedestramente-di solito) col Decadentismo e il Simbolismo in poesia, in arte, in musica, meravigliosi prodotti che aprono l'età contemporanea. Chi può, chi vuole, se li ricerchi e li riscopra, anche il maltrattatissimo Pascoli, anche D' Annunzio. Padri della nostra epoca, creatori dei prototipi della suggestione, visionari e profeti. Insomma io li amo, s'è capito.

4eli 08 ottobre 2010
eli



LA GRAMMATICA
Un’ interessante zona di confine anche tra linguistica e psicologia. La sinestesia è una figura retorica: “si chiama così quel tipo di metafora che consiste nel trasferimento di un significato dall’uno all’altro dominio percettivo. Il termine è usato anche in psicologia per indicare un’associazione mentale costante…” (Bice Mortara Garavelli, Il parlar figurato)
E LA PRATICA
Qualche volta mi è capitato di cercare di sbloccare studenti troppo silenziosi chiedendo: quale musica, quale canzone vi piacerebbe associare a questo argomento? Dopo un attimo di smarrimento cominciano le risposte e da lì le idee, le riflessioni, le proposte. Scherzando ho sempre definito questa cosa “musica come mediatore culturale”, ora proverò a pensarci seguendo un approccio un po’ più scientifico.
elisabetta

5Laura Bonaguro 08 ottobre 2010
Laura Bonaguro



@ Elisabetta
Quando studiavo ero l'angoscia di mia madre, insegnante tradizionale. Non concepiva riuscissi a concentrarmi con la musica. A niente servivano le mie spiegazioni sul genere di melodia, la scelta che ne facevo, il preferire il registratore ora la radio e pure il silenzio totale qualche volta ma a discrezione.

Bella la cosa della musica come mediazione culturale. Da non confondere assolutamente con il gioco del calcio quale metafora delle associazioni mentali e percettive alla base dello scambio tra culture! :-D La potenza delle sfumature...

6Utente Anonimo 08 ottobre 2010
nuovo e utile



Cara Annamaria, tu che insegni queste cose, sai se tutti nascono con queste capacità associative? O no? Si può insegnare?
Grazie Eli e Laura.

7Utente Anonimo 08 ottobre 2010
nuovo e utile



Ciao a tutti,
legendo la nuova home di NeU mi è subito venuto in mente l'effetto Stroop che mi ricordo di aver studiato all'università per l'esame di psicologia cognitiva.
Funziona così, se non sbaglio: bisogna pronunciare ad alta voce il colore con cui è stampata una parola a prescindere dal suo significato (ad esempio bisogna dire "verde", quando la parola è stampata con un inchiostro verde). Se il significato della parola (che è sempre un colore) e il colore dell'inchiostro non coincidono si legge più lentamente (ad esempio nel caso in cui la parola "verde" sia scritta in giallo). Purtroppo i miei ricordi non vanno oltre, ma mi incuriosisce l'idea che ci siano altri casi in cui anche nella quotidianità i sensi si "intrecciano".

Veronica


8Utente Anonimo 08 ottobre 2010
nuovo e utile



Esistono delle riproduzioni tridimensionali di affreschi che associano suoni diversi a colori diversi in modo da permettere ai non vedenti di fare l'esperienza dell'opera d'arte. Mi sembra un buon modo di esplorare le potenzialità della sinestesia.

Marcello

9annamaria 08 ottobre 2010
annamaria



 

@eli e laura: l'esperienza della sinestesia - un fenomeno di cui conoscevo l'esistenza, ma che sono tornata a riguardarmi a partire dalla catena di pensieri e associazioni che vi ho raccontato - ha, secondo quanto spiegano gli esperti, un'origine neurale.

Insomma la sinestesia è un fatto di percezione: alcuni percepiscono in quel modo lì perché il loro cervello ha determinate caratteristiche, e altri no.
Ma i confini sono sfumati e, come ci dice il bouba/kiki effect, la maggior parte delle persone ha una sfumatura sinestesica, nel momento in cui, per esempio, tende ad associare una parola a una forma geometrica più che a un'altra (e anche un sapore a un colore: lo sanno bene coloro che fanno packaging, e che generalmente associano i sapori freschi ai colori freddi come il verde, il blu o il giallo acido, i sapori dolci o piccanti ai toni caldi).
Comunque, il bel documentario che ho linkato spiega piuttosto bene di che si tratta. Purtroppo, in inglese.

E poi, come ricorda Gabri, tra Ottocento e prima metà del Novecento, poeti, pittori, musicisti hanno immaginato opere che proponevano esperienze, metafore o immagini sinestesiche. Così, una modalità percettiva si traduce in una straordinaria, potente opportunità espressiva.

E... no, non insegno queste cose: insegno altro - ai miei studenti parlo essenzialmente di creatività e comunicazione - ma sono curiosissima. E quando mi imbatto in qualcosa che mi colpisce provo a raccontarvelo :)

10Laura Bonaguro 09 ottobre 2010
Laura Bonaguro



Grazie Annamaria delle precisazioni. È vero, le attività espressive sono molto più strutturate di quanto in generale appaiano a prima vista e, come appassionatamente sottolinea Gabri, da riscoprire.
Purtroppo la curiosità del post anonimo 6 non è mia né di Eli ma ci piace pensarlo come un misundertanding sinestetico :-)

11annamaria 09 ottobre 2010
annamaria



 

... e certo ;)

12eli 10 ottobre 2010
eli



EMOZIONI SINESTETICHE
Che effetto vi fa?

LIBERTA’
Ascolto in silenzio
Il muto canto
dell’erba
che dondola l’anima al vento
disprezzando le vanità
e le ricchezze vane;
adoro i sospiri degli abeti
che s’infrangono
nei gelidi turbini;
m’inebriano gli umili pianti
del salice
che non si sciolgono
alle carezze della neve.
Amo le solitarie danze
del castagno
che trema le palmipedi foglie
come mani al cielo;
adoro il sole che non si maschera
per apparire;
m’incanta la luna che non si trucca
per ingannare.
Amo la nudità e il soave profumo
dell’eterna libertà.
(Santino Spinelli)

In questo periodo mi sto occupando di cultura orale e l’argomento sinestesia mi ha acceso una lampadina. Non so ancora perché. Forse sono off topic.
elisabetta

13annamaria 10 ottobre 2010
annamaria



 

eli: interessante, la poesia. E assolutamente no, non mi sembra off topic.
Anzi, se qualcun altro ha sotto mano brani che presentano esperienze o intuizioni sinestesiche, sarebbe bello che li pubblicasse. Del resto, non facciamo altro che procedere accendendo... fiammiferi? Lampadine?

14gabri 10 ottobre 2010
Utente anonimo



Voyelles di Rimbaud ( 1872) associa vocali, colori, immagini. Ne indico alcune parti:

A, noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu: voyelles.
......................................................................
O, supre^me Clairion plein des strideurs étrangeres,
Silence traversé des Mondes et des Anges;
- O l'Omega, rayon violet des Ses yeaux.

15Laura Bonaguro 10 ottobre 2010
Laura Bonaguro



da http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=97893 vi segnalo la mostra:
PAROLE FIGURATE - Venezia, dal 10 Ottobre al 1° Novembre

La Biblioteca Nazionale Marciana ospiterà dal 10 ottobre al 1° novembre 2010 nelle sue Sale Monumentali - all’interno del Percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco (ingresso dal Museo Correr) - una mostra di libri d’artista, dal titolo “Parole Figurate”.

L’esposizione costituisce innanzi tutto l’occasione di presentare l’ultimo libro d’artista pubblicato dall’Associazione Cento Amici del Libro: un manoscritto inedito di Carlo Gozzi, La semplice in cerca di spirito, custodito nel Fondo Gozzi della Biblioteca Nazionale Marciana. Il volume è arricchito da quattro grandi tavole incise all’acquaforte da Tullio Pericoli.

Come scrive Sandro Parmiggiani: “nel rapporto tra parola e immagine, si danno molte possibilità, ma comunque ciò che è essenziale è che la lettura del testo e lo sguardo sull’opera si arricchiscano vicendevolmente dell’apporto della “lingua” parallela, in una sorta di “dialogo” (non a caso, si parla di livre de dialogue), di vis-à-vis che non è un puro rispecchiamento – pensiamo alla scoperta che noi facciamo del nostro viso nello specchio… –, ma scoperta e irruzione di elementi nuovi, svelamento di una parte del mistero che ogni opera vera racchiude in sé.”

16annamaria 20 febbraio 2012
annamaria



 

Sul tema della sinestesia, un articolo uscito sul Corsera. Titolo: "Chi sente i colori è più intelligente".

17annamaria 20 febbraio 2012
annamaria



 

Copioincollo il bel commento di Maria Privitera su Facebook:
Letto l'articolo. Giusto. Ricordiamo l'associazione tra musica e colore "codificata" da Kandinskj. E poi volevo dirvi di una buona cosa che mi succede. Quando sto male -febbre alta, respiro affannoso,nausea forte o altro- ho un modo inconscio di reagire: a letto ad occhi chiusi vedo circuiti colorati che corrispondono ad una specie di mappa corporea e riesco -accettando o isolando- a reagire al male. Molto meglio delle medicine. A proposito di mappe. Artisti e scienziati pensano spesso attraverso mappe mentali, veri e propri pensieri articolati con forme e colori invece che con parole. Credo fermamente nella vicinanza tra artisti e scienziati, hanno in comune la creatività, forse in parte innata -caratteristiche particolari del cervello- ma sicuramente coltivata. L'esperienza insegna. Riguardo la percezione dei colori, ad esempio, i lapponi distinguono e nominano una ventina di gamme di bianco, mentre gli abitatori delle foreste distinguevano e nominavano una grande serie di verdi attribuendo loro anche qualità sinestetiche -umido, dolce, aspro...-. frutto dell'ambiente e delle attività nell'ambiente, ovvero dell'esperienza, cioè dell'imparare. Ed oggi? Temo l'inquinamento ambientale, quel caos di suoni e colori continuo che ci martella e potrebbe interferire con le nostre capacità percettive. La somma dei colori crea il grigio e la somma dei suoni un rumore di fondo che può ottundere.

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