Ecco le regole: 1) vai su Wikipedia “random”: il titolo del primo articolo che trovi è il nome della tua band. 2) vai su random quotations: le ultime quattro o cinque parole dell’ultima citazione della pagina sono il titolo del tuo album. 3) vai su flickr “explore the last seven days”: la terza immagine della pagina, qualsiasi sia, sarà la copertina. 4) usa Photoshop per mettere tutto assieme. Per i titoli scegli sul tuo computer il primo font con l’iniziale del tuo nome. Bene: dovrebbe venirne fuori una schifezza, e invece i risultati sono più che plausibili. Il gioco gira su Facebook tra Francia, Inghilterra, USA, Canada, Argentina, Australia, Sud Africa… digitando nel search “random covers” escono le pagine. Al gruppo italiano (che chiede anche di produrre una recensione) appartengono nomi eccellenti della grafica, della musica e del design e stimati professionisti delle cover vere. Probabilmente tutto funziona perché a una copertina si chiede di essere evocativa, non narrativa. Gli elementi sono sì casuali, ma già strutturati e di buona qualità, e la sintassi (il format) è rigorosa, nota e consolidata. Ma la sensazione che sia troppo facile rimane. Altre spiegazioni?
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