teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 17 marzo 2009

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Una discoteca immaginaria in 4 mosse casuali

Ecco le regole: 1) vai su Wikipedia “random”: il titolo del primo articolo che trovi è il nome della tua band. 2) vai su random quotations: le ultime quattro o cinque parole dell’ultima citazione della pagina sono il titolo del tuo album. 3) vai su flickr “explore the last seven days”: la terza immagine della pagina, qualsiasi sia, sarà la copertina. 4) usa Photoshop per mettere tutto assieme. Per i titoli scegli sul tuo computer il primo font con l’iniziale del tuo nome.
Bene: dovrebbe venirne fuori una schifezza, e invece i risultati sono più che plausibili. Il gioco gira su Facebook tra Francia, Inghilterra, USA, Canada, Argentina, Australia, Sud Africa… digitando nel search “random covers” escono le pagine. Al gruppo italiano (che chiede anche di produrre una recensione) appartengono nomi eccellenti della grafica, della musica e del design e stimati professionisti delle cover vere. Probabilmente tutto funziona perché a una copertina si chiede di essere evocativa, non narrativa. Gli elementi sono sì casuali, ma già strutturati e di buona qualità, e la sintassi (il format) è rigorosa, nota e consolidata. Ma la sensazione che sia troppo facile rimane. Altre spiegazioni?

Commenti (6)

1Utente Anonimo 18 marzo 2009
nuovo e utile



Va bene che la creatività nasce da connessioni a volte casuali, ma non ditemi che è così facile! A che cosa servono allora le case discografiche??
=)

Matteo S.

2Utente Anonimo 18 marzo 2009
nuovo e utile



Possibile spiegazione: e se questo gruppo servisse proprio alle case discografiche alla ricerca di spunti e idee?

3La Ele 18 marzo 2009
La Ele



La creatività non è proprio saper trovare un nesso, in questo caso estetico, a elementi casuali?

4Pizzaefichi 18 marzo 2009
Utente anonimo



brevissime risposte per aprire dibattiti:

@ La Ele
Giustissimo. In mancanza, il pensiero laterale credo possa aiutare sempre.

@utente anonimo:
Le case discografiche, oggi, praticamente non esistono più. Figuriamoci poi se prendono spunti, idee...
Mentre fino agli anni '80 le cover dei dischi (di vinile) erano per lo più creatività e design, con l'avvento del cd la funzione della cover è passata ahimé alla semplice enunciazione del nome dell'artista e del titolo del lavoro. Basta storicità, basta novità, basta vendibilità di un disco grazie alla cover.

@Matteo S.
Le case discografiche, oramai, servono solamente ad eseguire, possibilmente al meglio, delle regole che con Internet e gli mp3 sono state scardinate completamente e rese del tutto inutili. Ma loro insistono fino alla prossima fine del settore...
A proposito chi si ricorda una cover di un cd recente?

Credo che questo gruppo di "immaginatori di musica giocata" stia facendo un lavoro fantastico che (spesso) è di gran lunga superiore a ciò che si trova attualmente nei vari cd in commercio.
Onore al merito.

5Fiamma Tortoli 20 marzo 2009
Fiamma Tortoli



 

Salve, io faccio parte del gruppo italiano su Facebook che si chiama QUASI QUASI FACCIO UN CD dove raccogliamo e condividiamo le nostre cover.
Anche a me, che sono un grafico, all'inizio ha sorpreso la qualità di queste cover non solo da un punto di vista grafico ma proprio per la loro capacità "evocativa".

I margini di manovra sono minimi e tutti giocati sulla composizione/disposizione degli elementi, sulla scelta dei colori, su lievi varianti o decori grafici, evidenziando e mettendo in luce alcune caratteristiche "narrative" e qualità intrinseche della foto. Con questi è possibile creare una rappresentazione...
In realtà, l'abilità è quella di saper trovare un filo conduttore che possa legare elementi assolutamente casuali ed eterogenei ma che rappresentano dei vincoli molto forti. E trovo affascinante la possibilità di creare in qualche modo delle microstorie.
Condivido e trovo giustissimo il riferimento al pensiero laterale che qui entra in gioco e permette di tirare fuori risorse inaspettate!

Quindi penso che queste cover non sono affatto casuali ma frutto di un lavoro squisitamente "progettuale".

Proprio per mettere in evidenza questo aspetto e per evitare l'effetto "troppo facile", nel nostro gruppo italiano è stato chiesto di definire per ogni cover anche il genere musicale, una sorta di controprova sull'efficacia del messaggio che la cover vuole trasmettere.

E' solo un gioco ma in fondo questa discoteca virtuale è anche un ironico progetto di comunicazione!

fiamma

Il gruppo italiano:
http://www.facebook.com/group.php?gid=70240884745

6annamaria 22 marzo 2009
annamaria



 

Ciao Ele, credo proprio che abbia ragione Pizzaefichi. Grazie del contributo.
A proposito: sarebbe bello capire che cosa sta prendendo il posto delle case discografiche.

Il punto di Fiamma è interessante: è la grafica a tenere tutto insieme. Costruisce una storia. Come il montaggio in un film. Connette, stabilisce relazioni e chiarisce. Quindi, in questo caso, il gesto dell'autore sta proprio ed esclusivamente nella connessione, ed è reso più complicato (non più semplice) dalla casualità degli elementi.

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