C’è un annuncio degli anni settanta, solo testo nero su bianco e un’art direction migliorabile, che si è impresso nella memoria collettiva. Titolo: Né strega né Madonna. Solo donna. Il testo continua recitando: Né Barbarella né Cenerentola. Né Lucia né Monaca di Monza. Né vedette né starlette... Né jet-set né Fornet... Né acciuga né balena... Né fata né patata... E così via, in una lunghissima contrapposizione di stereotipi. Ricordo di aver pensato uh, siamo ancora a questo punto? quando l’ho visto pubblicato. Era più di trent’anni fa. Le stesse affermazioni, oggi, sembrano rivoluzionarie. Gli stereotipi si sono confusi, non cancellati. Guardate queste donne angelicate: gran sfoggio di tecnica per cucinare una zuppa vecchia come il mondo. Stiamo tornando indietro? Salto sulla seggiola leggendo che solo un 37% delle ragazze (18/29 anni), contro un 51% dei coetanei maschi, ritiene offensivo l’atteggiamento del presidente del Consiglio nei confronti delle donne. E però in rete – ne dà conto Michela Murgia – sta partendo un colossale esercizio di contro narrazione collettiva. E, sempre in rete, l’irresistibile The Arcore’s nights suscita entusiasmi. Lo humour è uno strumento creativo insieme potente e non aggressivo. Potrebbe essere questo il codice nuovo di un discorso sul genere che, altrimenti, rischiamo di dover ricominciare (che noia...) daccapo.
Commenti (14) |