L’ultimo lavoro di Steven Spielberg, Tintin, porta al cinema un fumetto belga apparso per la prima volta nel 1929. Transformers 3, quarto nella lista dei film con i maggiori incassi di sempre, viene da un cartone animato degli anni ’80. E Lady Gaga… esisterebbe senza Madonna? Nel saggio Retromania il critico musicale Simon Reynolds osserva che in molte epoche si trae ispirazione da un passato remoto, reinventandolo (è quanto fanno il neoclassicismo scegliendosi modelli greco-romani, lo stile neogotico ottocentesco guardando al Medio Evo). Oggi, però lo sguardo creativo collettivo sembra accorciarsi tanto da comprendere solo il recente – e breve - passato pop. E Reynolds si chiede: «cosa succederà quando saremo a corto di passato?». Bella domanda. È vero che la creatività consiste nel combinare, o ri-combinare, elementi che già esistono. Ed è vero che ciascun autore, ciascun ricercatore, ciascun inventore non può che partire dai traguardi di chi lo ha preceduto. Guardate, per esempio, la mappa di chi ha influenzato chi nella musica moderna. Infine, è vero che saper copiare e imitare, ne abbiamo già parlato, è un aspetto fondamentale di ogni lavoro creativo. Sotto questo profilo, anche una moda che strizza l’occhio agli anni Sessanta ha un suo perché. E ce l’ha anche una cover: sentite questa versione a cappella di Money dei Pink Floyd. O guardate queste copertine di fumetti ridisegnate. Però. Però devo ammettere che mi sembra sempre più interessante il lavoro di chi fa almeno un passo, o un salto, in più. Per esempio, cambiando strumento espressivo: guardate che succede se si passa, per esempio, dalla pittura alla fotografia. Per esempio, mescolando e contaminando, magari con una buona dose di humour e un’attenzione speciale all’eccellente qualità formale del risultato, come avviene nei gustosi sabotaggi musicali de La Sora Cesira.
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