teorie e pratiche della creatività

Inglese 

CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 06 novembre 2009

Vai alla home page attuale | Vai all’archivio delle home page
Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Quando il genio trasforma il disagio

Tra creatività e disagio psichico c’è una relazione. Tutti ricordano il caso del premio Nobel John Nash, anche per via del film Beautiful Mind. Molti autori, tra cui Newton, Goethe, Van Gogh, hanno avuto esperienze borderline. E anche Alda Merini, poetessa di grande pathos.
Il rapporto è dinamico. Creatività è trasformare un’inquietudine individuale in un’opera che parla al mondo: Freud chiama sublimazione questo processo di cambiamento. Jung lo chiama individuazione: la riconquista di un sé più pieno. I neuroscienziati oggi ipotizzano un legame genetico tra tratti psicotici e creatività.
Jean Dubuffet pensa che la follia possa generare vera arte, e formula il concetto di art brut (guarda alcune opere cliccando i nomi degli autori in elenco). E, di fatto, la creatività ha una valenza terapeutica. Ma chi, come Aldo Carotenuto, ha esperienza diretta della malattia mentale o della nevrosi sa che in genere non è la patologia a rendere creativa una persona… il senso e il carattere dell’opera sono nell’opera stessa e non, come alcuni sostengono, nelle condizioni umane che l’hanno preceduta o determinata. E, ricordiamolo, i manicomi sono stati posti spaventosi (questo video è stato girato nell’ex manicomio di Collegno).

Commenti (4)

1Utente Anonimo 09 novembre 2009
nuovo e utile



Si, io credo che tra creatività e disagio psichico ci sia relazione, se si intendono i contorni della costruzione di pensieri ed emozioni svincolati da filtri sovrastrutturali. Il gesto o pensiero creativo, sempre secondo il mio punto di vista, nelle menti scompigliate dalla cosiddetta malattia mentale rappresenta però un approdo occasionale, non ricercato e non voluto
ma non per questo meno brillante o poetico. Anzi, in alcuni casi addirittura ineguagliabile e irragiungibile, frutto com'è di un cortocircuito non razionale. Questo può anche voler dire che l'approccio al pensiero creativo non ha solo bisogno di cultura sedimentata e strutturata ma riguarda piùttosto il libero fluire dei pensieri tra le porte aperte (spalancate) dell'immaginazione che spesso è precluso alle menti razionali.
Comunque sia, ci sono storie di disagio psichico che rasentano spesso in maniera del tutto solitaria (come accade ai geni sani) la vera creatività, ed altre che vengono ingoiate dal buio cupo della malattia. Sarebbe interessante scoprire in quale percentuale.
un saluto
Antonio

2annamaria 10 novembre 2009
annamaria



 

Credo che calcolare percentuali sia molto difficile. Ho letto qualcosa sull'argomento: non ne ho mai trovate. Almeno non nei termini che tu dici.
Lo psicologo americano Frank Barron scrive che "le persone più creative sono più primitive e più acculturate, più distruttive, molto più matte e molto più sane dell’individuo medio". Vuol dire che alcune persone che sono disadattate psicologicamente riescono a trovare, se hanno capacità creativa, una forma di adattamento sociale.
Per dirla in altre parole, alcuni fattori caratteristici nella personalità creativa (per esempio l'introversione o, per dirla con Eysenk, il nevroticismo) sono connessi con una certa instabilità emozionale. Che però trova modo di compensarsi.

Ma Barron non sta parlando di forme psichiatriche che pure, come la schizofrenia o la sindrome maniaco-depressiva, hanno un legame con la creatività.
Durremberger, che è uno psichiatra, dice che: alcuni fra coloro che hanno una familiarità, o forme più lievi, tendono ad essere più creativi della media. Non c'è invece creatività nell'episodio psicotico. Molte persone creative hanno usato questa loro capacità creativa per elaborare con successo un trauma.
In generale, il disagio è più presente nella creatività artistica che in quella scientifica. All'interno delle attività artistiche: i musicisti hanno più problemi con l'abuso di sostanze. I poeti con la mania e la psicosi. Gli architetti sono i più stabili, insieme agli scrittori non di fiction (Arnold Ludwig, Kentuky University).

3Utente Anonimo 14 novembre 2009
nuovo e utile



Piccola segnalazione: Nel sito ufficiale del Festival della Mente è possibile ascoltare e vedere tutti gli interventi dell’edizione 2009 e molti degli anni precedenti. Edizione 2005: Eugenio Borgna: la follia può essere sorgente di creatività?
elisabetta

4Utente Anonimo 16 novembre 2009
nuovo e utile



Quando leggo o sento parlare di connessioni tra creatività e disagio trovo che le riflessioni siano spesso fuorvianti. Si associa alla creatività una forma di malessere (più o meno patologico) il quale sembra scaturire da quella invece che essere complemento di vita.
La creatività è una forma di intelligenza (e spesso la si contrappone invece anche a questa) è una manifestazione espressiva, è impulso vitale. Le connessioni sono innegabili ma a parer mio troppi psichiatri parlano di creatività partendo dalla verifica del disagio e troppo pochi "creativi" parlano di disagio partendo da un certo modo di vedere il mondo.
Questione complessa, appunto.

Buon Lunedì a tutti,
Laura Bonaguro

Per lasciare il tuo commento

Fai prima il login se sei registrato:
E-mail

Password
 
> Registrati |Password dimenticata?
Registrati per commentare con il tuo nickname e ricevere la newsletter con gli aggiornamenti di NeU.
Se non sei registrato, il tuo commento viene pubblicato come "anonimo". Firmalo, almeno...:-)
Scrivi le lettere che vedi qui a fianco: CAPTCHA image sould be here
community
E-mail
Password
> Registrati | Password dimenticata?

IL GESTO CREATIVO

© Nuovo e utile
La trama lucente