Il ministro delle Pari Opportunità firma un protocollo con l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) perché la dignità della donna sia tutelata. Ne dà notizia con un comunicato stampa che, va detto, sarebbe stato migliore senza l’excusatio non petita contenuta nelle ultime righe. In questo sgangherato paese, lo IAP è un’istituzione che funziona bene: vieta in tempi rapidi la diffusione di messaggi offensivi (ecco alcune campagne censurate, pag 10/23). Ripeto che, poiché uno degli obiettivi della pubblicità è rendersi visibile, le comunicazioni offensive vanno disinnescate attraverso la denuncia e non diffuse ulteriormente facendone oggetto di dibattito, per quanto scandalizzato. Parlandone, gli si fa un favore. Aggiungo che, sempre in questo sgangherato paese, il tema della dignità e del ruolo delle donne continua a essere sottovalutato da tutti (opinione pubblica, ma anche imprese, stampa, agenzie di pubblicità). Come se si trattasse di un’isterica ossessione veterofemminista, e non di un problema che riguarda il diventare, o meno, una nazione civile e moderna. Ripeto che questo è il risultato di un immaginario condiviso distorto e impoverito. Su FB, proviamo a darne conto, con l’aiuto di tutti, nella pagina In cerca di lei. Tutti i materiali della quale sono anche ordinati e disponibili su NeU.
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