Si chiama problem solving. È la capacità creativa di identificare e strutturare i problemi per riuscire a venirne a capo: un processo che richiede metodo e usa tecniche piuttosto interessanti. Uno dei suoi principi, quello della semplicità, è espresso dal Rasoio di Occam: la versione medievale e filosofica del Less is more di Mies Van der Rohe. Al problem solving NeU dedica una pagina intera (nel box “mappe mentali” trovi un sacco di strumenti utili). Prima del solving, comunque, c’è il problem: è importante formularlo bene. Per il problem solving ci vogliono intelligenza e flessibilità, doti creative per definizione. Infatti i polpi, che sono svegli e flessibili, se la cavano alla grande. Nelle prove internazionali PISA, che testano l’attitudine al problem solving degli studenti quindicenni, l’Italia invece va maluccio: in classifica è dopo il Portogallo, prima di Grecia, Serbia e Thailandia. Se vuoi metterti alla prova, qui ci sono i test. Ma… se invece il problema fosse: inventa un landmark sostenibile e leggero come una nuvola? Guarda la soluzione.
Commenti (19) |