I mestieri creativi non si possono “insegnare”. Certo: la scuola serve. Senza competenze di base non vai da nessuna parte. Ma solo la pratica in un contesto reale ti regala la possibilità di fare veri errori che hanno conseguenze vere: pesanti, e illuminanti. Il regalo ha un gusto amaro, e i neofiti tendono a ignorarlo. Sbagliando di nuovo. Non è che devi cercare gli errori per crescere… ti trovano loro. Impara a riconoscerli, piuttosto, specie quelli ricorrenti. Errori di metodo. Di processo. Dovuti al pregiudizio, alla fretta o a un di più di esitazione. Se sei giovane e hai un maestro tanto paziente da lasciarti sbagliare e spiegarti dove sbagli, sei fortunato. Se no, cerca almeno di non autoingannarti (è ciò di cui parla questa fantastica Ted conference). E fatti due risate leggendo che guai combina la sicumera. Sugli errori altrui Kathryn Schulz, con Being Wrong, ha costruito un successo editoriale. Agli smart mistakes, gli errori fertili, Piemonte Share ha dedicato un’intera sezione (online i podcast degli interventi). Gianni Rodari valorizza gli errori creativi dei bambini. A chi insegna, consiglio il testo sulla didattica dell’errore di Alberto Mirabella.
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