teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 19 ottobre 2009

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Madre Necessità e la sua creatura creatrice

In Italia diciamo che la necessità aguzza l’ingegno. Come se l’ingegno fosse una matita spuntata e la necessità uno scomodo, ma opportuno, temperino. Il corrispondente detto anglosassone, Necessity is the mother of invention, restituisce ai concetti la loro dimensione archetipica, e una dose di fascino.
Per gli animali, “necessità” vuol dire sopravvivere e proteggersi. Ed ecco i corvi (guardate il secondo e il terzo filmato della pagina) che, replicando senza saperlo quanto racconta Esopo nel VI secolo a.C., si ingegnano tra brocche e ciottoli. O le delfine che insegnano ai figli un trucco per non ferirsi sul reef.
Certo: la creatività animale e quella umana sono diverse. E per gli esseri umani la tensione creativa ha spesso origini interiori: inquietudine, insoddisfazione, sfida.
Ma è nel confronto con i dati ambientali che sfida e inquietudine trovano il loro obiettivo. Il risultato può essere straordinario come il “fallimento di grande successo” (così l’ha definito la NASA) dell’Apollo 13. Ma anche il paradosso di un’auto da corsa che va a cioccolato, o i sorprendenti riutilizzi africani, o i critical gardens, o le idee brillanti di un gruppo di piccole e medie imprese di casa nostra, nate da una necessità che accende una scintilla.
Un ultimo link: a rigor di logica non c'entra ma, parlando di madri e necessità, non ho resistito.

Commenti (16)

1Utente Anonimo 19 ottobre 2009
nuovo e utile



La creatività è certamente stimolata, per i grandi problemi, dalla necessità che Madre Evuluzione ci presenta " nella pienezza dei tempi". In questo siamo simili agli animali. Ma per i problemi piccoli quotidiani l'uomo è più dotato e riesce ad inventare praticamente su tutto. Se però si hanno certe doti, e cioè una grande memoria, un bazar disordinato in cui sono immagazinate cose di ogni genere, e la capacità di connettere due o più elementi per produrre un'idea nuova.
Forse si può anche insegnare, coltivando l'attenzione.
gabri

2Graziano 20 ottobre 2009
Graziano



  

Discorso complesso. Occorrerebbe ragionarci. Dispiace non poter intervenire con la necessaria qualità. Scrivo, allora, in modo un po' provocatorio, ricollegandomi all'incipit di Annamaria (In Italia diciamo che la necessità aguzza l’ingegno. Il corrispondente detto anglosassone, Necessity is the mother of invention, restituisce ai concetti la loro dimensione archetipica, e una dose di fascino) che questo è, a mio parere, in Italia, "il momento della necessità". Ovviamente il momento dela necessità non comincia in quell'esatto momento; parte con fenomeni che non sappiamo leggere, si sviluppa per piccole mutazioni progressive, diventa palpabile, a poco a poco, in ogni momento della vita di ciascuno di noi. Poi ognuno di noi ne cattura la "sua" essenza e, su quella, sviluppa la sua vita (o pezzo della sua vita). Per me, in questo momento, uno degli aspetti centrali sui quali mettere risorse economiche ma, soprattutto, di idee, è quello del LAVORO e della sua rilettura "complessiva" alla luce, appunto, delle mutazioni che sono avvenute, stanno avvenendo, avverranno. Più avanti, se del caso, amplierò. Benvenuta Gabri, en passant.

3annamaria 21 ottobre 2009
annamaria



 

Riprendo due temi di Gabri: gli esseri umani possono inventare qualsiasi cosa. Forse questo si può anche insegnare.

Si può insegnare, per quanto ne so, soprattutto attraverso esempi e pratiche (niente nasce dal niente, e in un vuoto di riferimenti concreti). Si impara per contagio: come beccarsi il raffreddore. Lasciandosi prendere da un modo di pensare o da una visione. La metafora che parla di febbre dell'invenzione non è così campata per aria.

Per inciso, questi sono i motivi per cui NeU è anche un -ormai grosso- repertorio di esempi. Idee da acchiappare, prospettive diverse, altri modi di fare. Contaminazione, contagio.
Si può imparare, appunto.
Si può anche disimparare, però.
Niente dura per sempre se non viene coltivato: neanche la capacità di pensare o di inventare. O di trovare un senso.

Credo che tutto questo c'entri anche col tema del lavoro che sta a cuore a Graziano, e non solo a lui.


4annamaria 21 ottobre 2009
annamaria



 

DOMANDONA
... mi piacerebbe sapere se qualcuno degli amici di NeU si è "inventato un lavoro". In che occasione, e come. E com'è andata, o come sta andando.
... e anche se, invece, qualcuno "è stato inventato" da un lavoro. Cioè se ha cominciato a fare qualcosa per caso, e poi ha scoperto che ci riusciva piuttosto bene.

5wc 21 ottobre 2009
wc



  

SANDRINO SUGLI ALBERI

Ho un amico d'infanzia con cui mi arrampicavo sugli alberi, da grande lui ha messo su una azienda di giardinaggio e potatura di piante ad alto fusto.
Poi, grazie a questa sua abilità, qualche hanno dopo ha aperto uno dei primi parchi avventura arbporei italiani, con percorsi mozzafiato su cavi d'acciaio a una decina di metri d'altezza.
Adesso ha aperto il secondo centro, che lavora d'estate, mentre d'inverno si dedica alla spuntatura delle piante.

p.s. Il primo parco lo aveva chiamato Tarzaland, ma una lettera dell'avvocato degli eredi dello scrittore Edgar Rice Burroughs gli hanno intimato di cambiarlo!

6Utente Anonimo 21 ottobre 2009
nuovo e utile



Brevi note sulla capacità creativa.
L' attitudine a collegare più elementi e a scoprire legami inaspettati e nuove idee è nella realtà molto diffusa; se ci fate attenzione, scoprirete quanto sia presente nei dialetti e nei gerghi, il che vuol dire che non è elitaria. Anzi. Io l'ho riconosciuta presto, da studente, in Correspondances di Baudelaire ( leggetela , se potete, è straordinaria).
Nuove imprese.
Come colleghi di scuola, considerando le " mutazioni ", ideammo un nuovo tipo di scuola : privata, sperimentale, a numero chiuso, per merito,gratuita e per ragazzi di famiglie con reddito sotto i 30000 euro - per recuperare, come nello sport, i talenti delle classi popolari ( sapevamo, per mestiere, che c' erano). La discussione su questo progetto ci appassionò e andò avanti per un bel pezzo, procurandoci un' esperienza di team interdisciplinare che ci fece fare uno " scatto ", forse anche per contaminazione. La scuola privata non si fece ( eh, ci sposammo ), ma il team continuò a funzionare alla grande come Consiglio di Classe con risultati sorprendenti.
Scusate la stringatezza, ma c' è bisogno di commenti ?

7Utente Anonimo 21 ottobre 2009
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Il post precedente è di Gabri

8Utente Anonimo 21 ottobre 2009
nuovo e utile



Io sono diventata "regista" alla tenera età di 50 anni. Sentivo il bisogno di esprimermi, in qualsiasi modo. Ho fondato un "gruppo teatro a domicilio" che funziona più o meno così: mettiamo
in parodia Opere liriche, avanspettacolo, cafè chantant, usiamo il play back, recitiamo e cantiamo.
L'ultimo di carnevale di ogni anno andiamo "in scena" in casa di amici. Molto divertente.
Non so se tutto ciò rientri n el concetto che ha Annamaria di creatività.
Livia

9annamaria 21 ottobre 2009
annamaria



 

E perché no, Livia? Inventi uno spettacolo nuovo a partire da elementi esistenti, e questo ha un'utilità sociale perché metti insieme persone che imparano e altre che si divertono e, mi sembra, apprezzano.
Energia che si mette in circolo.
Ci sta, ci sta anche questo. Non sarebbe un gesto creativo se tu ti limitassi a fantasticare di fare la regista. O se non calibrassi le tue forze con le risorse a disposizione.
Ma anche una piccola cosa nuova, se è fatta bene, ha, credo, un valore creativo

10Utente Anonimo 22 ottobre 2009
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La febbre dell'invenzione esiste eccome, se l'ho sperimentata anch'io nel mio piccolo. Quando mi accorgevo che una battuta, un dialogo mi riusciva particolarmente bene, mi prendeva una sorta di
eccitazione che non riuscivo a decifrare. Vedere poi rappresentata sulla "scena" una situazione da me inventata, non mi faceva dormire la notte.

11Utente Anonimo 22 ottobre 2009
nuovo e utile



Il post n. 10 è di Livia: pensavo di essere registrata perchè ho ricevuto l'email . Livia

12annamaria 22 ottobre 2009
annamaria



 

Ciao Livia,
se hai ricevuto l'email di conferma devi esserti registrata. Ma per commentare con il tuo nickname e la tua immagine ti tocca fare ogni volta il login: questo significa inserire nelle finestrelle che stanno sopra il riquadro per commentare la tua email e la tua password, e e poi cliccare sulla scritta "entra".
Se non ti ricordi la password clicca su "password dimenticata" e segui le istruzioni.
E' un po' scomodo, ma garantisce che tu e solo tu possa commentare su NeU con la tua identità virtuale :)

13Utente Anonimo 23 ottobre 2009
nuovo e utile



Perché nessuno ha scritto che il video della mamma che fa mille raccomandazioni è proprio divertente e molto vero? E' l'ultimo link.
Paola

14Livia 26 ottobre 2009
Utente anonimo



Volevo chiedere a Paola dove ha visto il video della mamma di cui sopra. Grazie

15annamaria 26 ottobre 2009
annamaria



 

TESTI E IPERTESTI

@ Livia: tutte le parole scritte in arancione nella prima pagina di NeU sono dei link, cioè delle connessioni. Basta cliccarci sopra e arrivi da un'altra parte, in un luogo (sito o articolo) che spiega, amplia, porta esempi dei concetti espressi nel testo.

In realtà, la prima pagina di NeU è un IPERTESTO: cioè un testo di superficie, che collega e struttura in un discorso molti altri testi. I link, appunto. Quindi, i livelli possibili di lettura sono due. Al primo livello, leggi rapidamente quel che c'è scritto in homepage e ti fai un'idea del tema. A un secondo livello, più approfondito e accurato, vai a vederti tutti i testi, i video... e scopri un sacco di cose nuove.

Il link di cui parla Paola è evidentemente l'ultimo della pagina. Clicca sulla scritta arancione "madri e necessità" e guardati il video. Eì in inglese con sottotitoli in italiano, divertente e -lo dico da madre- molto vero.

16Livia 26 ottobre 2009
Utente anonimo



Grazie, mi piace m olto la tua disponibilità.

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