In Italia diciamo che la necessità aguzza l’ingegno. Come se l’ingegno fosse una matita spuntata e la necessità uno scomodo, ma opportuno, temperino. Il corrispondente detto anglosassone, Necessity is the mother of invention, restituisce ai concetti la loro dimensione archetipica, e una dose di fascino. Per gli animali, “necessità” vuol dire sopravvivere e proteggersi. Ed ecco i corvi (guardate il secondo e il terzo filmato della pagina) che, replicando senza saperlo quanto racconta Esopo nel VI secolo a.C., si ingegnano tra brocche e ciottoli. O le delfine che insegnano ai figli un trucco per non ferirsi sul reef. Certo: la creatività animale e quella umana sono diverse. E per gli esseri umani la tensione creativa ha spesso origini interiori: inquietudine, insoddisfazione, sfida. Ma è nel confronto con i dati ambientali che sfida e inquietudine trovano il loro obiettivo. Il risultato può essere straordinario come il “fallimento di grande successo” (così l’ha definito la NASA) dell’Apollo 13. Ma anche il paradosso di un’auto da corsa che va a cioccolato, o i sorprendenti riutilizzi africani, o i critical gardens, o le idee brillanti di un gruppo di piccole e medie imprese di casa nostra, nate da una necessità che accende una scintilla. Un ultimo link: a rigor di logica non c'entra ma, parlando di madri e necessità, non ho resistito.
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