Una tecnologia per intervenire sulla mente delle persone. Un potenziale strumento rivoluzionario. La condizione necessaria per l’apprendimento sociale, e il motivo per cui Homo Erectus produce la stessa ascia per 40.000 generazioni mentre noi Sapiens in trent’anni passiamo dallo Spitfire allo Sputnik: queste sono alcune delle definizioni del linguaggio che il biologo Mark Pagel propone in una bella TED conference. Non solo il linguaggio permette di esprimere il pensiero, ma dà forma al pensiero. E ogni lingua orienta a suo modo la percezione delle cose: per esempio “ponte” è maschile in spagnolo e femminile in tedesco. Così, agli spagnoli i ponti appaiono forti, ai tedeschi, eleganti. Di questo e di molto altro parla il linguista Guy Deutscher. Qui l’articolo uscito sul New York Times, e qui una sintesi della (purtroppo indisponibile online) traduzione pubblicata da Internazionale. È peculiare la lingua dei segni: consiste in sistemi di gesti, espressioni facciali e movimenti del corpo, diversi per ogni comunità di sordi. Ne parla Oliver Saks in Vedere voci. Oggi la LIS (Lingua Italiana dei Segni) è a rischio per via di una proposta di legge che scioccamente le toglie valore riducendola a «un mero supporto alla comunicazione». Ma guardatevi com’è Cappuccetto Rosso in LIS. O un telegiornale. Delle oltre 6000 lingue parlate nel mondo, 2500 sono a rischio di estinzione. 31 di queste in Italia: leggete l’articolo del Corsera e cercate sull’atlante UNESCO degli endangered languages. Questo post è idealmente connesso con il precedente sulle parole, e con un prossimo che proverà a trarre qualche conseguenza dai primi due. Intanto, divertitevi con questo video delizioso.
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