teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 03 febbraio 2009

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

La scuola uccide la creatività?

È un video cult sulla rete e, grazie ad Andrea Benassi, con i sottotitoli in italiano. Dovete vederlo. Dura una quindicina di minuti. Ecco 4 motivi per non perderlo.
1) Lo speaker: sir Ken Robinson è un superesperto di creatività e innovazione. Potrebbe darsi un sacco di arie e invece no. Preferisce dire cose interessanti, con humour molto british. 2) Il video: la scuola uccide la creatività. Occhio: non l’istruzione. Non gli insegnanti bravi. La grigia istituzione conformista che non riconosce il talento individuale quando esce dagli schemi. 3) il contesto: TED è un’iniziativa che, se vi interessa la creatività, non potete non conoscere. Se masticate un po’ di inglese, date un’occhiata a qualcuna delle 200 conferenze online, su qualsiasi argomento di cui valga la pena parlare. 4) I giornali riportano notizie deprimenti sulla nostra scuola: mancano i soldi per i corsi di recupero, addio informatica… c’è bisogno di confrontarsi con visioni meno misere, magari.

Commenti (4)

1Utente Anonimo 04 febbraio 2009
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La Creatività è frutto di una visione, di un modo di approssimarsi al
limite, all'Oltre, a ciò che si trova al di là di noi. La creatività è un
modo di sospendere il Giudizio, la Misurazione, la Quantificazione, il
Raggiungimento di un Risultato. Proprio quello a cui invece la nostra
società tiene di più. L'atto creativo invece sopraggiunge dopo infinite
approssimazioni ed è per questo che i più grandi creativi provengono da
percorsi individuali di conoscenza: perchè per creare bisogna investire
sull'errore, sulla diversità, sulla propbabilità di afferrare il vuoto per
molto tempo.

La nostra società ci consegna una sorta di scizofrenia: da una parte nella
scuola e nella famiglia non c'è alcuna considerazione per la creatività;

e’ considerata un fastidioso commensale, si associa a stranezze,
inaffidabilita’, non conformita’, non e’ una opportunita’ dignitosa.

e nella scuola è quasi sempre relegata ad attività marginali e
passatempo.Dall'altra invece, riconosce ricompense altissime ai creativi e
ai loro prodotti:

i più alti compensi sono pagati per gli art-director; i collezionisti pagano
milioni di dollari per dipinti ed oggetti d’arte; stilisti e designer sono
fra le persone più pagate.

La società, nonostante non abbia strumenti per coltivare e migliorare le
attitudini creative, di fatto ne ignora l'esistenza fino a quando non ne ha
bisogno.

Ed ora questo bisogno si è fatto spasmodico. Soltanto la novità è in grado
di produrre fascinazione ed interesse e questa forza attrattiva, induce ad
un nuovo bisogno. Il bisogno di possederlo: Il Nuovo produce il desiderio di
essere posseduto.

Per questo la Creatività è ormai un ambito di interesse generale. In
passato essa era ritenuta attributo esclusivo del Dio ( o degli dei).

L’uomo poteva trasformare ma non creare. “Dio rapisce la mente degli
uomini e li usa quali suoi propri ministri, come fa con i Profeti e i divini
veggenti” diceva Platone.

Ora, dopo averla ritenuta negletta, la creatività prorompe sulla scena.

Marco Orlandi

2Utente Anonimo 04 febbraio 2009
nuovo e utile



E' vero, artisti, stilisti e designer sono pagati bene per la loro creatività. Perché non succede lo stesso per gli scienziati e i ricercatori che studiano, osservano, sperimentano, scoprono? Non è forse creatività quella?

Luca C.

3Utente Anonimo 04 febbraio 2009
nuovo e utile



Perchè la ricerca non paga. La moda, il design, la pubblicità sì. E anche tanto...

4annamaria 05 febbraio 2009
annamaria



 

@Marco: grazie per il contributo. Hai ragione: viviamo in tempi paradossali. Si valorizza la creatività ma si fa poco per farla crescere. Anche di questo parla Ken Robinson.

@Luca e Anonimo: uno degli obiettivi di NeU è valorizzare la creatività in tutte le sue dimensioni: quella artistica, quella scientifica, quella tecnologica. Se ne parla anche qui:
http://www.nuovoeutile.it/ita-anno-creativita-suggestioni.html
Finanziamenti alla ricerca e fondi ai ricercatori. Punto dolentissimo. Abbiamo linkato i dati della Fondazione Rosselli per il 2008: l'Italia è 16° su 19 paesi per indice di innovazione di sistema, 17° per sostegno alla ricerca, 19° per sviluppo del capitale umano... sigh, brrrr.

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