Se digitate parodia su YouTube trovate 260.000 risultati, mentre con parody sono 20 milioni. Non è solo una faccenda goliardica, e ne dà conto l’ottima pagina di Wikipedia: la parodia è un nobile esercizio formale (c’è anche una Wikipedia parodistica, sia italiana sia inglese). Per produrre una buona parodia, e per apprezzarla, ci vogliono competenza (bisogna conoscere strabene il materiale di base, le tecniche e le regole) e talento (bisogna conservare la forma e operare piccoli o grandi slittamenti tra humour, ironia, sarcasmo sui contenuti). Guardate che cosa succede allo spot Dove, parodiato al maschile. O (meccanismo analogo) all’emozionante The girl effect, quando diventa The boy effect. Insomma: si dà vita a un un universo parallelo, in cui la forma è intatta ma il senso si stravolge. Tutto, e perfino il nazismo, può essere oggetto di parodia. Lo dimostra quel genio di Chaplin. A proposito di film: guardate gli (espliciti, però) doppiaggi in livornese de Il nido del cuculo. Altri italiani mica male sono i Gem Boy: ecco la parodia dello sdolcinato Sincerità e il cortocircuito tra Lady Gaga e Harry Potter. Non è invece una parodia o un remake, ma solo una triste scopiazzatura nostrana, lo spot Mediaset Premium che mima la meravigliosa serie Mac vs PC.
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