Su La Repubblica, Federico Rampini racconta com’è l’Atlante del futuro secondo il demografo-economista americano Joel Kotkin. L’articolo di Rampini rimanda alle tesi di Kotkin pubblicate da Newsweek: in sintesi, al di là dei confini politici si sta delineando una nuova mappa del mondo reale, disegnata per affinità culturali, etniche e comportamentali. Una chiave di lettura suggestiva, che da una parte intercetta il crescere degli umori localistici, religiosi e in senso lato tribali coincidente con il ridursi, nella percezione collettiva, della dimensione politica e ideologica, dall’altra mette in chiaro le differenti prospettive di sviluppo e di futuro. Nella nuova configurazione, l’Italia finisce insieme a Grecia, Bulgaria, Macedonia, Croazia… gente simpatica, per carità, ma è innegabile che lo sviluppo stia altrove. Per esempio nei paesi del nord Europa, che oltre a vantare un maggior indice di prosperità vincono su terreni ancor più importanti per il futuro. «Istruzione e innovazione tecnologica» nell´Europa tedesco-scandinava hanno raggiunto «punte avanzate impressionanti». In questa prospettiva, il fatto che da noi il Ministro dello sviluppo economico sia inesistente da mesi la dice lunga. E comunque mi vado convincendo che, sempre qui da noi, il vero gesto rivoluzionario sia studiare. È quanto stanno facendo silenziosamente milioni di donne italiane. Risultato 2010: tra i laureati, ormai il 60% è donna.
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