Si può suonare in tanti modi. Per esempio campionando gli oggetti più disparati. Se no - lo fa Diego Stocco - si può suonare un albero, oppure la sabbia. Si può suonare e cantare azzerando le distanze per lanciare un messaggio pacifico. È il senso del bellissimo progetto Playing for a Change (guardate i video: sono emozionanti). E si può, come fa il compositore Eric Whitacre, costituire il più grande coro virtuale del mondo. A proposito di emozioni: per avvicinare i giovani alla musica classica, la Stockholm Royal Opera si inventa uno straordinario percorso emozionale legando ognuna delle 100 stazioni della metropolitana cittadina a un brano operistico. Se volete viaggiare, per esempio, dall’ansia alla rabbia, alla lussuria, per arrivare alla calma (o per proseguire fino alla felicità) cliccate sulla mappa. Poi, potete condividere la playlist con i vostri amici o scaricarvela. La Konzerthaus di Dortmund risolve in modo altrettanto creativo un analogo problema di promozione musicale spedendo i propri concertisti a suonare tra le mucche. Che gradiscono, e producono più latte: è il Mozart effect. Effetti ulteriori a Dortmund: si imbottiglia il latte musicale, e la gente acquista. Aumentano del 19% gli spettatori ai concerti, nella miglior stagione di sempre in termini di pubblico. Si va in pari economicamente con i costi di produzione del latte e si comincia a far profitti con i biglietti. Se volete ragionare di come la musica (e la musica registrata) ci cambia la vita, c’è un consistente articolo di Internazionale, tradotto dall’americana n+1 che esordisce domandando «Qualcuno di voi ha mai ascoltato, anche una sola volta, tutta la musica che ha?». Se volete scoprire come vi cambia il cervello, ci sono i podcast Music and the Brain raccolti dalla Biblioteca del Congresso. E se, arrivati fin qui, sentite il bisogno di un po’ di silenzio, potreste provare il generatore di rumore bianco. Attenti però: lo usano anche gli insonni per addormentarsi.
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