teorie e pratiche della creatività

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creatività e test di Torrance

QUESTIONI DI METODO 16: LE QUATTRO CAPACITÀ CREATIVE FONDAMENTALI

Riprendo e approfondisco un argomento trattato nel post intelligenza e creatività. Magari vi è sfuggito e invece merita, credo, un’attenzione speciale.
Dunque: il TTCT, il test di Torrance sulla creatività, prende in esame (e prova a misurare) l’abilità individuale in quelle che, anche secondo la mia esperienza empirica, sono le quattro dimensioni pragmatiche di ogni lavoro creativo ben fatto.
Crediate o meno nei test, e nei test di creatività, l’intuizione che sta dietro il TTCT è più che valida: chi fa un qualsiasi lavoro creativo dovrebbe cavarsela discretamente in tutti i quattro ambiti, e dovrebbe essere eccellente almeno in uno, e magari in più di uno. Altrimenti, c’è un problema. Il link che vi propongo provano a evocare, in modi diversi e a volte divertenti, ciascuna capacità.
Vediamo in dettaglio di che si tratta:
- Fluency, è la capacità di fornire molte soluzioni accettabili o buone (insomma: niente fuffa) in un tempo ragionevole ma limitato.
- Flexibility, è l’attitudine a sviluppare soluzioni a partire da ingredienti diversi e da prospettive molteplici, e a cambiare rapidamente prospettiva e contesti di riferimento.
- Originality è la capacità di sviluppare idee mai pensate prima. Sapendo che essere originali non vuol dire produrre idee irritanti o stravaganti (questo è uno dei motivi per cui non smetto di prendere le distanze dal brainstorming, che invece incoraggia questo stile di pensiero). Vuol dire, invece, avventurarsi in spazi creativi non ancora percorsi da nessuno, cercando soluzioni nuove ed efficaci. E sapendo che efficacia, semplicità e bellezza (o, in senso matematico, eleganza) spesso coincidono. Insomma, e per farla breve: KISS.
- L’ultima categoria, Elaboration, è la più trascurata. E a trascurarla sono spesso proprio le persone meno esperte. Rimanda all’aver cura dei dettagli e rispetto del proprio lavoro, e al presentare un prodotto consistente: cioè finito in ogni sua parte, impeccabile sia nella sostanza sia nella forma. Prendendosi il tempo necessario per le verifiche e il fine tuning, e però rispettando i tempi di consegna. Un lavoro presentato fuori tempo massimo, per quanto buono sia, è un lavoro inutile. Un lavoro abborracciato è un lavoro da rifare.
Dedico questo post a tutti i senior che, in agenzia, in azienda, in un laboratorio o in una bottega cercano, tra schiaffi e carezze, di addestrare un junior. A tutti i junior che vogliono crescere: per riuscirci, devono imparare a governare i propri processi creativi dall’inizio alla fine.

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