teorie e pratiche della creatività

Inglese 

CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 26 ottobre 2011

Vai alla home page attuale | Vai all’archivio delle home page

Il futuro (negli Usa) appartiene alla creatività. Ma... ehm, in Italia?

La Repubblica del 24 ottobre dedica tre intere pagine alla creatività dei giovani. Al centro della storia c’è un un durissimo camp di tre mesi organizzato da Y Combinator, un incubatore di aziende hi-tech. L’organizzazione fa capo al venture-capitalist Paul Graham, ed esprime l’idea che il futuro appartiene alla creatività, che questa va allevata e incoraggiata dalla più giovane età, e che può diventare la missione collettiva di un intero Paese.
L’articolo conclude citando il chief executive di Linkedin: non è mai stato così facile e poco costoso diventare imprenditore; e malgrado le enormi difficoltà di questo tempo, tutto ciò sta accadendo ancora una volta qui in America.
Peccato che tutto ciò accada , in America. Qui, in Italia, la musica è diversa, e ce ne accorgiamo tutti. Al malessere diffuso tra coloro che fanno lavori creativi prova oggi a dar voce creativi.eu: un sito, un simbolo che si rifà a Yellow Kid, e un manifesto che afferma non siamo identificati, rappresentati, tutelati, rispettati, valorizzati….eppure, insieme alla ricerca tecnologica, rappresentiamo l’identità storica della nazione. E inizia a stilare un primo elenco di richieste e proposte .
È fuori discussione – Neu lo dice da anni - il fatto che la creatività vada resa visibile, tutelata e promossa. È preliminare e necessaria all’innovazione, fattore strategico per il rilancio e lo sviluppo dell’economia. Insomma: senza idee non si va da nessuna parte e le idee, fino a prova contraria, vengono in mente alle persone.
Non so come si svilupperà il manifesto: sta suscitando adesioni in rete, ed è necessario strutturare il discorso, stabilire alleanze e trovare interlocutori. Tutte cose non facili in questo momento di crisi del sistema. D’altra parte, a volte, proprio i momenti di crisi riservano opportunità e suscitano energie impensate.
La cosa da ricordare, comunque, è che la creatività può sviluppare un valore enorme: è il motore di un business che, in quasi tutti i paesi europei, offre il maggior singolo contributo alla crescita della ricchezza nazionale. Questo e molti altri dati si trovano in un consistente rapporto UE. NeU l’ha pubblicato qualche tempo fa, in uno dei post più condivisi di sempre. Se ve lo siete perso, prendetevi un po’ di tempo e guardatelo. Contiene molti buoni argomenti per dimostrare che di creatività, e di creativi, oggi è davvero opportuno occuparsi.

Commenti (4)

1Utente Anonimo 26 ottobre 2011
nuovo e utile



Ho letto anche io con molto interesse il manifesto di Alfredo Accatino e condivido molte delle cose dette, così come condivido, ormai da qualche anno, le numerose riflessioni che su questo tema ha svolto e svolge NeU con grande puntualità e senso critico.

Ora è evidente che dopo le analisi è urgente e necessario predisporre una piattaforma di contenuti ed azioni da condividere, per passare dalla enunciazione rivendicativa a quella della proposta. Come la mettiamo? Come ci organizziamo? Proponiamo gli stati generali del lavoro creativo e redigiamo una carta dei diritti (e dei doveri)?

Rivendichiamo coerentemente il ruolo propulsivo e innovativo del pensiero e dell'agire creativo attraverso una forma solida e nuova di rappresentanza, o manteniamo questo aspetto liquido e immateriale che tanto è di moda sul web?

Io credo che se vogliamo realmente incidere sul nuovo corso politico, che per forza di cose si aprirà a breve, dobbiamo mettere insieme idee e proposte e renderle visibili dentro tutte istituzioni di questo paese. Dialogare con tutti, o con chi ha realmente voglia di ascoltarci e procedere con determinazione.

Siamo alle solite, dobbiamo passare dal pensiero all'azione, dobbiamo creare una organizzazione. E qui cominciano i mal di pancia. Mi sbaglio?

un saluto
Antonio



2annamaria 26 ottobre 2011
annamaria



 

Ciao Antonio.
Non ti sbagli, credo.
Non so quanto solida debba essere la forma di rappresentanza: dipende, fra l'altro (molti di noi si occupano di comunicazione e dovrebbero saperlo) dall'interlocutore che ci si sceglie, e dagli obiettivi che ci si pone. Quindi, forse varrebbe prima la pena di capire - con un governo che sta evaporando - quali sono gli interlocutori plausibili, per quali obiettivi.
Alcune cose sono più semplici da realizzare, altre meno: la materia del diritto d'autore, per esempio, è ingarbugliatissima. Mentre cominciare a tutelare i più giovani, eliminando almeno le porcherie più grosse (il problema riguarda molto, fra l'altro, anche chi lavora dell'editoria) o incentivare la microimprenditoria non dovrebbe dovrebbe essere così difficile.

3Utente Anonimo 27 ottobre 2011
nuovo e utile



Dici bene, Annamaria, bisogna scegliere bene gli interlocutori..e questo probabilmente implica la ricerca di una nuova classe politica che sia in grado di comprendere e valorizzare i creativi. Secondo me sarebbe anche importante coordinarsi con quello che al momento si muove anche a livello europeo (dalle nuove proposte sul diritto d'autore alla campagna "We are more" con cui Culture Action Europe sta cercando di influenzare il processo di negoziazione dei fondi europei alla cultura e creatività).

4Jacopo 27 ottobre 2011
Jacopo



Aggiungo il link diretto a We are more. Così non bisogna neanche googlare. :)

Per lasciare il tuo commento

Fai prima il login se sei registrato:
E-mail

Password
 
> Registrati |Password dimenticata?
Registrati per commentare con il tuo nickname e ricevere la newsletter con gli aggiornamenti di NeU.
Se non sei registrato, il tuo commento viene pubblicato come "anonimo". Firmalo, almeno...:-)
Scrivi le lettere che vedi qui a fianco: CAPTCHA image sould be here
community
E-mail
Password
> Registrati | Password dimenticata?

IL GESTO CREATIVO

© Nuovo e utile
La trama lucente