La Repubblica del 24 ottobre dedica tre intere pagine alla creatività dei giovani. Al centro della storia c’è un un durissimo camp di tre mesi organizzato da Y Combinator, un incubatore di aziende hi-tech. L’organizzazione fa capo al venture-capitalist Paul Graham, ed esprime l’idea che il futuro appartiene alla creatività, che questa va allevata e incoraggiata dalla più giovane età, e che può diventare la missione collettiva di un intero Paese. L’articolo conclude citando il chief executive di Linkedin: non è mai stato così facile e poco costoso diventare imprenditore; e malgrado le enormi difficoltà di questo tempo, tutto ciò sta accadendo ancora una volta qui in America. Peccato che tutto ciò accada là, in America. Qui, in Italia, la musica è diversa, e ce ne accorgiamo tutti. Al malessere diffuso tra coloro che fanno lavori creativi prova oggi a dar voce creativi.eu: un sito, un simbolo che si rifà a Yellow Kid, e un manifesto che afferma non siamo identificati, rappresentati, tutelati, rispettati, valorizzati….eppure, insieme alla ricerca tecnologica, rappresentiamo l’identità storica della nazione. E inizia a stilare un primo elenco di richieste e proposte . È fuori discussione – Neu lo dice da anni - il fatto che la creatività vada resa visibile, tutelata e promossa. È preliminare e necessaria all’innovazione, fattore strategico per il rilancio e lo sviluppo dell’economia. Insomma: senza idee non si va da nessuna parte e le idee, fino a prova contraria, vengono in mente alle persone. Non so come si svilupperà il manifesto: sta suscitando adesioni in rete, ed è necessario strutturare il discorso, stabilire alleanze e trovare interlocutori. Tutte cose non facili in questo momento di crisi del sistema. D’altra parte, a volte, proprio i momenti di crisi riservano opportunità e suscitano energie impensate. La cosa da ricordare, comunque, è che la creatività può sviluppare un valore enorme: è il motore di un business che, in quasi tutti i paesi europei, offre il maggior singolo contributo alla crescita della ricchezza nazionale. Questo e molti altri dati si trovano in un consistente rapporto UE. NeU l’ha pubblicato qualche tempo fa, in uno dei post più condivisi di sempre. Se ve lo siete perso, prendetevi un po’ di tempo e guardatelo. Contiene molti buoni argomenti per dimostrare che di creatività, e di creativi, oggi è davvero opportuno occuparsi.
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