Alcuni autori (Feldman, per esempio) dicono che la creatività è un continuum che parte dalla creatività quotidiana (qualcosa che sperimentiamo tutti, usando il linguaggio o imparando una nuova abilità) e arriva alla creatività universale (quella che produce risultati di valore per il mondo). Non ci sono, però, gerarchie tra i campi di applicazione: anche a partire da una questione di dettaglio un gesto creativo, se sviluppa tutte le sue potenzialità, può aprire uno squarcio di infinito. Così, questa settimana parliamo di dettagli: tagliare un foglio di carta o progettare un biglietto da visita. Ridisegnare qualcosa di noioso come una presa elettrica, o considerare un ombrello da un nuovo punto di vista. O inventare, come fa Yuken Teruya, una foresta a partire dall’anima di cartone di un rotolo di carta igienica. Ma anche fare un editing come si deve è un fatto creativo. Lo è insegnare bene la filosofia. E può diventarlo perfino un’attività apparentemente oziosa come guardare le nuvole.
Commenti (2) |