Durante il corteggiamento il maschio manifesta complessi comportamenti stereotipati… no, non stiamo parlando del qualcuno che forse vi è venuto in mente, ma dei moscerini della frutta maschi, nel cervello dei quali l’attività del corteggiare attiva una ventina di neuroni. Per uscire dallo stereotipo guadagnandosi il successo la specie Homo sapiens deve (o, almeno, dovrebbe) investire qualche neurone in più e attivare un comportamento creativo. Sta di fatto che il corteggiamento ha una importante funzione evoluzionistica grazie al doppio meccanismo di selezione sessuale già individuato da Darwin: da una parte la furiosa esibizione che caratterizza la competizione tra maschi, dall’altra la scelta del più prestante operata dalle femmine. Lo stesso Darwin però, quando si tratta di passare dalle teorie alle pratiche, sembra piuttosto impacciato. Per alcuni evoluzionisti radicali non solo l’ingombrante coda del pavone, ma buona parte della produzione artistica umana, della musica, dello humour e perfino dei comportamenti di consumo ha la seduzione come obiettivo ultimo. Insomma, per gli esseri umani l’intera faccenda sembra più complicata che per le drosofile. Più appassionante e, a volte, più rischiosa.
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