La strepitosa scena della catena di montaggio in Tempi moderni identifica modernità, velocità e alienazione. E siamo nel 1936, appena vent’anni dopo il Manifesto del futurista Marinetti che esalta la nuova religione-morale della velocità. Oggi, che si va assai più veloci che ai tempi di Chaplin, lentezza e salvezza sembrano coincidere nella percezione di molti, e non solo per quanto riguarda il cibo “lento” del movimento Slowfood, un concept italiano ormai noto in tutto il mondo. Stiamo parlando, per esempio, di scrittura. Il romanziere Pico Iyer pubblica sul Los Angeles Times un appassionato (ed esteso) elogio della frase lunga. Luisa Carrada su Mestiere di scrivere ne traduce un pezzetto (notate che Luisa dice d’aver scovato l’articolo su Twitter, corsia veloce della rete). Per i lettori è slow reading: un movimento che, racconta Repubblica, promuove la lettura lenta e pensosa. Per i giornalisti c’è il manifesto dei media lenti proposto nel 2010 in Germania: qualità, fiducia e condivisione sono le parole chiave. Un anno dopo il direttore del New Yorker, intervistato dal Sole 24Ore, parla di slow journalism: una prospettiva che riesce ad appassionare oltre un milione di lettori. Negli Stati Uniti si parla anche di long-form journalism. Ha successo grazie a lettori di ebook, tablet e siti come Longform e Longreads che selezionano i migliori articoli lunghi pubblicati online. Se volete qualcosa di buono da leggere nel weekend guardate la lista dei preferiti di Longform o i top 10 del 2011 di Longreads, che vi permette anche di scegliere (lo trovo delizioso) per tempo di lettura, da 15 a oltre 60 minuti. Micheal Bardin, architetto newyorchese, scrive su Fast Company che c’è bisogno di uno slow design fondato su sei valori: luce solare, ombra, ventilazione naturale, abbigliamento consono alla temperatura stagionale, acqua e biomasse. E in tanti, in questi anni veloci, riscoprono lavori manuali e raccontano la propria storia in rete. Andate a incontrare i fratelli cioccolatai Mast. O il coltellinaio Joel Bukiewicz. O il falegname Blair Sligar. Infine: questa homepage di NeU si legge in fretta ma è stata scritta piuttosto lentamente. E un’approfondita consultazione dei link vi permette di rallentare quanto volete. Poi, magari, prendetevi qualche minuto per raccontarci un’esperienza positiva di lentezza.
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