teorie e pratiche della creatività

Inglese 

CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 14 novembre 2011

Vai alla home page attuale | Vai all’archivio delle home page

Glossario tascabile del consenso e del successo

Ottenere consenso non è una roba frivola: in una società democratica e in un’economia di mercato segnate dall’accesso universale ai media, il consenso pubblico – vi piaccia o no - è una condizione necessaria per il successo degli individui, dei prodotti e delle imprese, delle organizzazioni e dei partiti. E perfino delle nazioni.
Oggi vi propongo un piccolo elenco ragionato di termini correlati. Magari serve anche per capire qualcosa di più di quanto è successo nel recente passato. Magari, serve a capire quali decisioni sono opportune per il futuro.

NOTORIETÀ. Si riferisce a un dato puramente quantitativo: la numerosità delle persone che ricordano in prima battuta (ricordo spontaneo) o “riconoscono di conoscere” (ricordo aiutato) qualcosa, o qualcuno. Nel marketing, e anche nel marketing elettorale, un’alta notorietà costituisce una valida barriera all’ingresso dei concorrenti ed è una buona condizione di partenza per competere.
Purché se ne parli è il mantra di chi cerca di notorietà, e il motivo per cui buona parte della classe politica spesso rilascia dichiarazioni che potrebbe risparmiarsi. In termini di pura notorietà la tv è il medium strategico. E continua ad esserlo, nonostante la diffusione del web, in un paese affetto da bassi livelli di alfabetizzazione digitale. E di alfabetizzazione tout court.
La notorietà non è una misura del valore. Da un lato può appartenere anche a persone da cui non comprereste mai un’auto usata. Dall’altro ha, di norma, impatto tanto minore quanto più il pubblico è acculturato e informato. Insomma: essere noti è un bel vantaggio. Ma poi bisogna vedere a chi (e non solo a quanti) si è noti, e perché.

CELEBRITÀ/FAMA. Riguardano una notorietà per definizione alta + il sentimento (ammirazione, invidia…) che questa suscita. In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes scrive Andy Warhol nel 1968. Purtroppo viene preso sul serio.
Celebrità ha ormai acquistato una sfumatura pop, rimanda al gossip e si riferisce al mondo dello spettacolo: è una faccenda di vip. Woody Allen gira nel 1998, con un cast di celebrities, un film intitolato Celebrity (qui la scena più celebre).
Fama (è anche il nome di una divinità alata e occhiuta della mitologia romana) ha una sfumatura più classica e si proietta su un orizzonte temporale più vasto.
Poiché si può essere celebri o famosi anche per ragioni pessime, siamo ancora in ambito puramente quantitativo. L’unica barriera è verso il basso: al di sotto di una certa soglia di notorietà, di essere celebri o famosi proprio non si può parlare.

GRADIMENTO. Riguarda l’approvazione e l’accettazione, e dunque ciò che suscita favore e piace. Un indice di gradimento misura la percentuale di favore ottenuto da un leader, da una proposta politica, o anche da un programma televisivo. Se stiamo parlando di prodotti o di servizi, “gradimento” diventa “soddisfazione”: si parla di customer satisfaction. La nuova frontiera del gradimento è il pulsante “mi piace” su Facebook (illegale, dice Huffington Post, in Germania). Attenzione: non si può, ovviamente, risultare graditi senza essere almeno un po’ noti. Ma si può essere molto noti e per niente graditi.

POPOLARITÀ.
Questo è un criterio rilevante. Un indice di popolarità si può propriamente calcolare combinando fra loro le percentuali di notorietà e di gradimento che un soggetto riscuote presso un pubblico. Uno dei lavori più completi sulla popolarità dei politici è il Barometro dei World leaders. Poiché la componente “gradimento” pesa, l’indice di popolarità è molto più ballerino dell’indice di notorietà. Ed anche molto più significativo in termini di previsioni di successo. O, come è accaduto di recente all’ex premier Berlusconi, di insuccesso.

REPUTAZIONE. Eccolo, l’altro criterio rilevante. La reputazione è strettamente connessa con la credibilità, il rispetto, la stima e l’affidabilità di cui un soggetto gode nella comunità di riferimento, e quindi con il valore che viene attribuito a un individuo o a un’impresa, ed anche a una cultura o a una nazione. È una componente forte dell’identità così come viene percepita, su base sia emotiva sia razionale, ed è un fondamento solido dell’organizzazione sociale. Le decisioni economiche si basano sulla reputazione tanto che, per le imprese, si parla di capitale reputazionale. È la reputazione a decidere quanto un professionista viene pagato e se un credito (reale o metaforico) viene concesso: val più un’oncia di reputazione che una libbra d’oro, dice il proverbio. Nel web la reputazione conta, per chiunque.

Infine c’è anche l’effetto del falso consenso: un bias cognitivo piuttosto pericoloso, che consiste nel proiettare sugli altri la propria visione del mondo, immaginando che sia condivisa e ignorando ogni evidenza contraria.
Morale: la notorietà, se non si traduce in popolarità, non garantisce il successo. E ciò a cui bisogna stare davvero attenti è la reputazione. Costruirsela è una faccenda lunga. Perderla, può essere devastante.

Commenti (2)

1Giovanna Cosenza 15 novembre 2011
Giovanna Cosenza



 

Un lavoro utilissimo, Annamaria. Quasi un servizio sociale.
:-)
Non scherzo. Lo riprendo sul mio blog in settimana.
Grazieeeeee

2Graziano 15 novembre 2011
Graziano



  

Grande post, Annamaria. Da leggere, copiare, studiare. No time per intervenire, purtroppo. Un saluto a tutte e tutti. Solo testimonianza di lettura e attenzione.

Per lasciare il tuo commento

Fai prima il login se sei registrato:
E-mail

Password
 
> Registrati |Password dimenticata?
Registrati per commentare con il tuo nickname e ricevere la newsletter con gli aggiornamenti di NeU.
Se non sei registrato, il tuo commento viene pubblicato come "anonimo". Firmalo, almeno...:-)
Scrivi le lettere che vedi qui a fianco: CAPTCHA image sould be here
community
E-mail
Password
> Registrati | Password dimenticata?

IL GESTO CREATIVO

© Nuovo e utile
La trama lucente