Il frammento di un articolo pubblicato su NeU è inopinatamente finito tra i materiali proposti per l’esame di maturità. Quando l’ho saputo sono rimasta sbalordita. Contenta, anche. Perché si parla ufficialmente di creatività a scuola. Perché agli studenti sono state date un’opportunità e sei ore di tempo per ragionarci sopra, anche se con un po’ di stress (che, in quantità moderata, alla creatività fa bene). Contenta perché le idee degli italiani sulla creatività, lo dicono le ricerche (2004 e 2008) andrebbero chiarite: forse anche questo aiuta. E contenta perché a chi insegna, a partire dai cruciali docenti della scuola primaria, magari viene voglia di lavorare con e per il pensiero creativo. Molti già lo fanno, e ottimamente. Infine: è interessante, credo, che una suggestione partita da un sito semisconosciuto e lanciata in rete con la logica dei creative commons sia riemersa altrove. NeU è una serie di scaffali che mettono in ordine pensieri da usare. Se ne può prendere uno e, magari, restituirne un altro in forma di commento o di segnalazione. Del resto, se tu mi dai la tua idea e io ti do la mia ciascuno di noi avrà due idee. Può funzionare, no? (at)
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