teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 26 ottobre 2009

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Eppur si muove

Del wei ji, l’ideogramma cinese che significa “punto cruciale”, abbiamo parlato a fine 2008.
E, quando si arriva a un punto cruciale, prima o poi qualcosa cambia. È un cambiamento il fatto che, dopo tanti Nobel negati, per la prima volta nella storia cinque donne vincano nello stesso anno. Levi’s jeans celebra l’evento - me lo segnala Giovanna Cosenza - con un annuncio coraggioso, in un’America che continua a polemizzare sulla questione del gender.
Promettono grandi cambiamenti le 5 tecnologie presentate dal Wall Street Journal (guarda quanto è diversa da un complesso petrolchimico una fabbrica di combustibile tratto dalle alghe). Possono favorire cambiamenti le idee presentate in modo fresco e accattivante da Good.is. Cambia qualcosa perfino in Italia. Gli ultimi dati sui brevetti dicono che la bilancia tecnologica è tornata in attivo. E crescono le piccole e medie imprese che investono nell’innovazione.

Commenti (7)

1Graziano 27 ottobre 2009
Graziano



  

Invidio ad Annamaria questo "inguaribile ottimismo".
Con franchezza a me, non sembra che le cose stiano così.
Naturalmente la storia dell'ottimismo della volontà e del pessimismo dell'intelligenza resta valida, per me.
Ma, in questi momenti, il mio focus va, e dovrebbe andare da parte di tutti, secondo me, verso questa seconda parte (il pessimismo dell'intelligenza).
Diciamo che l'ottimismo della volontà è una condizione necessaria ma (assolutamente) non sufficiente mentre, sempre secondo me..., il contrario è vero.
Sono gli "inguaribili pessimisti dell'intelligenza" che mandano avanti il mondo.
Ribadisco, secondo me.

2annamaria 27 ottobre 2009
annamaria



 

Graziano, è un gioco delle parti.

Ma non solo: la creatività deve essere ottimista e visionaria.
Se no si spegne.
Quindi, se vuoi, il mio un ottimismo ha anche una componente di istinto di sopravvivenza, da persona che ama non solo ragionare, ma anche ragionare in termini creativi.
Il che, qualche volta e in qualche momento, significa andare anche oltre il ragionare ragionevole.
;)

3Utente Anonimo 27 ottobre 2009
nuovo e utile



Sarà anche un caso (o la creatività???) che l'unico link che non si apre, almeno a me, sia questo: E crescono le piccole e medie imprese che investono nell’innovazione....?
Puffo triste

4Utente Anonimo 27 ottobre 2009
nuovo e utile



La sete compulsiva del nuovo , che in negativo si esprime nell' " usa-e-getta ", chiede non un nuovo ordine, ma nuove possibilità, che tentano anche l' inosabile ( un nero e un Nobel ) ; astengasi dunque per ora ragione e volontà. La capacità mentale più fertile sembra essere l' intuizione, come il mercato ha fiutato, che si manifesta al femminile con la sottigliezza e al maschile col genio ( perdonatemi, sorelle, ma non abbiamo ancora i cromosomi potenti ). Rileggiamoci il grande Pico.
Gabri

5annamaria 27 ottobre 2009
annamaria



 

QUALCHE DEFINIZIONE

- Intuizione: capacità di trarre rapidamente un senso da sistemi di stimili complessi, e di agire di conseguenza. In questo sono (un po') meglio le donne perché hanno un cervello meno lateralizzato, e i due emisferi maggiormente connessi.
- Cromosomi: l'intelligenza è in parte ereditaria (Boncinelli dice attorno al 60 - 65%). Ma non solo in linea maschile, come i patrimoni di una volta. Il resto è educazione, esperienza e carattere. Sia nei test d'intelligenza che in quelli di creatività (moltissimi, ripetuti centinaia di volte, da decine d'anni) maschi e femmine risultano sostanzialmente pari.
- Genio: il risultato sorprendente dell'incrocio di diversi fattori (intelligenza, tenacia, talento, formazione, opportunità offerte dall'ambiente, clima sociale e culturale). Se il clima e l'ambiente sono maschili, più facilmente il genio è maschile. Ma è un fatto storico-sociale e non cromosomico.
- Profezia che si autoavvera (o autorealizza): il sistema di attese su noi stessi e sugli altri che fa sì che accada, nel bene o nel male, esattamente ciò che si era previsto accadesse. Una bella trappola, insomma.

6Utente Anonimo 28 ottobre 2009
nuovo e utile



Vabbé, Annamaria, ammetto di aver usato i cromosomi a spallacasa. D' altra parte i divani si vendono mostrando il lato B e lo zampino va al lardo e ci lascia la gatta.
Gabri

7Utente Anonimo 29 ottobre 2009
nuovo e utile



Dico la mia.

Attraverso il link di Giovanna Cosenza scorro fino al post: 'Non basta mandare cv per trovare lavoro' e scopro l'annuncio di Cristiano Callegari riportato da Luisa Carrada. lo ripropongo perché mi ha dato una sferzata di ottimismo più di tutti gli articoli su un'Italia in movimento ma che io non vedo.
Mentre lo leggevo trasognavo. Avrei voluto avere l'habitat in rete di cui parlava, avere la dimestichezza di un PC anziché di un Mac (inorridisco solo a scriverla 'sta cosa e gli utenti Apple di una certa esperienza mi possono comprendere) avere una maggior confidenza con i social network. Avrei voluto rispondere a Cristiano lo stesso con il mio cv da architetto eclettico, visionario, tecnologico, curioso, versatile, onnivoro culturalmente, dinamico, pronto a farsi 'anche un mazzo così', alzare la mano e dire: sono qua, arrivo. Perché uno che cerca in questo modo lo si segue dappertutto, lo si stima ancor prima di conoscerlo e si rimpiange di non averlo nella cerchia dei contatti.
Felice e con il sorriso ritorno al mio faticoso lavoro mal valorizzato. Nel mio prossimo incontro di coaching metterò un pizzico di tutto questo e I will have a dream anch'io: un partner, una società, un'azienda (non importa chi o cosa) dei miei sogni.

Laura Bonaguro

"In Ambito5 c’è aperta una posizione di stage di 6 mesi, sede di lavoro Milano.
Si tratta di lavorare sui social network, per questo cerchiamo una persona che già “abiti” dentro la rete.
Per intenderci: se ti devo spiegare cosa è Twitter o FriendFeed, abbi pazienza ma a ‘sto giro non me lo mandare il cv.
Ora chiudo gli occhi e provo a immaginarti, futuro-a stagista.
I have a dream, insomma: lo stagista dei miei sogni.
Diamo per scontato che tu sappia usare un pc e la posta elettronica, che tu sappia scrivere in italiano corretto e che anzi scrivere ti piaccia, possibilmente parecchio. Diamo per scontato anche che tu sia una persona web2.0: che ama stare in rete, curiosare, comunicare, condividere.
Ti immaginiamo aperto di mente, curioso di indole, versatile, onnivoro culturalmente, dinamico, pronto a farsi (o rifarsi) un po’ di gavetta. Sì perché qui si lavora duro. Ma si impara parecchio. E spesso ci si diverte pure.
Torniamo a noi, stagista dei miei sogni.
Se te la cavi con l’inglese e smanetti anche con la tecnologia, beh tanto meglio: ti troveremo più cose da fare!
A proposito, già: di cosa ti occuperai ad Ambito5?
Di tante cose che se vivi in rete, probabimente fai già tutti i santi giorni. Con la differenza che qui le farai con un account e una voce non tue, ma di un’azienda: leggere i blog, scrivere un blog (o due o tre), twittare, fare amicizia su Facebook, seguire le conversazioni su FriendFeed, "favare" foto su Flickr, taggare video su youtube, scandagliare la rete in cerca dei blogger più adatti per un evento (una sfilata di moda, la prima della Scala, un rave party) e molto altro ancora.
Ebbene, più assomigli a questo sogno, più non tardare oltre: manda il tuo cv a info@ambito5.com"

Un grazie perciò a Cristiano, ad Annamaria, a Giovanna, a Luisa e a tutti voi di nuovo&utile.

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