Di pubblicità e donne abbiamo già parlato. Le ultime due volte, a proposito di over 50 e a proposito di uso sconclusionato del corpo femminile. Oggi vi propongo il documento visivo che ho preparato per illustrare un breve intervento alla manifestazione organizzata da SNOQ-Se Non Ora Quando l’11 dicembre.
Il tema è ampio: va contestualizzato e storicizzato. Il tempo a disposizione (cinque minuti) è breve. L’obiettivo della manifestazione è ambizioso: passare dalla denuncia alla proposta di buone pratiche. E il luogo chiede parole semplici, esempi comprensibili e ragionamenti consistenti. Ho isolato tre argomenti: maternità, lavoro, corpo. Eccovi le immagini. Sono pensate per essere commentate, ma mi auguro che riescano – almeno un po’ - a parlare anche da sole.
Per riuscire a fare una cosa, qualsiasi cosa, bisogna prima saperla immaginare. Certo: la pubblicità è parte di un sistema più grande. Ma può, e dovrebbe, dare il suo contributo alla creazione di un nuovo immaginario femminile condiviso, positivo e contemporaneo. È una sfida che, ne sono certa, noi che progettiamo campagne pubblicitarie accoglieremmo con entusiasmo.
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