La discussione sull’immagine che delle donne offrono i mass media si è violentemente riaccesa. Riassumo, scusandomi per l’inevitabile semplificazione della sintesi.
Vi ricordate Il corpo delle donne di Lorella Zanardo? Bene. Matrix ne manda in onda un clone piuttosto perfido intitolato Il corpo delle donne 2. Tesi: sono la stampa progressista e la pubblicità a sfruttare il nudo femminile, non la TV. Striscia la notizia rincara la dose.
Parte su FBook una pagina che dichiara “i pubblicitari sviluppano idee, non voyeurismo!”. Sulla stessa linea prendono posizione l’associazione dei pubblicitari e l’ADCI, il club dei creativi pubblicitari. Tesi: non siamo noi, ma i non professionisti privi di idee a usare l’espediente del nudo.
Non è di questo parere Caterina Soffici su Il Fatto quotidiano (tesi: in Italia c’è poca sensibilità, sia dei pubblicitari, sia dei clienti). Ri-interviene l'ADCI invitando ad aprire un dibattito.
Ma prima è intervenuta Loredana Lipperini. Tesi: Ricci fa un’operazione astuta, che serve l’esistente fingendo di criticarlo… troppo facile dire “così fan tutti”. Seguono oltre 100 commenti. Invece, a commentare Giovanna Cosenza sul tema Quotidiani e donnine in prima pagina (tesi: e stiamoci un po’ attenti, gente!) arriva addirittura (!) l’annuncio di un Complotto Femminista Mondiale. Intanto Natalia Aspesi risponde per le rime a Ricci su la Repubblica. Tesi: non confondiamo gli spazi redazionali con la pubblicità, su cui peraltro Mediaset si è arricchita. Le immagini imposte dagli inserzionisti sono magari un po’ peccaminose, ma la volgarità sta altrove. Toscani commenta soavemente “donne, fate schifo” (tesi: io sono Toscani e voi non siete niente). Nel frattempo anche a Milano viene rimossa l’affissione osé già denunciata da Isabella Bossi Fedrigotti.
Conclusione provvisoria: le opinioni sensate, le denunce legittime e le buone argomentazioni si confondono nell’esasperazione dei toni. Proprio quel che Ricci voleva. Così, ci perdiamo il tema vero: quale immaginario costruire attorno alle donne di questo paese? Chi è disposto a fare la sua parte? Abbiamo la forza per inventare e stabilire nuove regole? Per cambiare le cose con proposte condivise e un progetto creativo?
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