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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 12 settembre 2011

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Idee 10: il corpo virtuale

«La seconda guerra mondiale e lo studio della balistica ci hanno dato i computer. La guerra fredda e la decentralizzazione ci hanno dato Internet. La guerra al terrorismo e la sorveglianza di massa: Kinect (un sistema di riconoscimento e mappatura del corpo)». Sono sessant’anni di storia tecnologica condensati in un tweet di Matt Webb, CEO della design agengy Berg di Londra.
Un lavoro pionieristico di digitalizzazione del corpo è il video del 2008 dei Radiohead “House of card”: con uno scanner 3d il volto di Thom Yorke, il cantante, viene trasformato in una specie di bassorilievo digitale animato. Il codice sorgente del video è rilasciato online, così gli utenti si sbizzarriscono tra remix e applicazioni. Un fan si costruisce una statuetta del suo idolo con una stampante 3d.
Come si digitalizza oggi un corpo in movimento? Guardatelo in questo video del MIT. Poi guardate il lavoro degli sviluppatori di L.A. Noire. Vogliono costruire un videogioco di investigazioni credibile: personaggi che dicono bugie, si arrabbiano, confessano in modo del tutto realistico. Per farlo digitalizzano centinaia di ore di girato dal vivo. I risultati sono sorprendenti e convincono anche un vero detective. Già dopodomani, o giù di lì, questa tecnologia migliorerà ancora.
In Giappone troviamo un caso estremo di virtualizzazione: Hatsune Miku, nata come mascotte a cartoon per un software di sintesi vocale, si guadagna palate di fan e diventa una popstar. Lei non esiste, ma il suo album di debutto si piazza al primo posto nella classifica nipponica. Nei concerti appare sul palco in forma di ologramma 3d.
In occidente abbiamo Milo, il bambino virtuale di Microsoft che osserva, parla, gioca, interagisce. Guardate che cosa è capace di fare nella dimostrazione di Peter Molyneux a TED.

Commenti (3)

1Jacopo 12 settembre 2011
Jacopo



Aggiungo un piccolo tassello che esce solo di un pelo da quanto raccontato in questa homepage: i geminoids. Copie robotiche incredibilmente realistiche di persone vere. Per ora ce ne sono tre al mondo. Di recente copiati e copie si sono incontrate davanti alle telecamere per una chiacchierata. Affascinante e inquietante.

2Utente Anonimo 14 settembre 2011
nuovo e utile



Inquietante, concordo. Ma trovo anche più inquietante ogni tentativo (che ormai non si limita più alla fantascienza o ai regimi totalitari del Novecento) di inquadrare, automatizzare, robotizzare l'uomo.

3annamaria 16 settembre 2011
annamaria



 

... e certo che è inquietante. Proprio per questo conviene osservare il fenomeno da vicino.
A proposito di questa homepage di NeU è stata postata un'intuizione brillante su Facebook. Vi ricopio il pezzetto di dialogo.

Dimitri Kovacks
Aidoru.

Annamaria Testa ‎
@ Dimitri. È quello che ho pensato anch'io. Gibson ha sempre capito le cose anni prima che succedessero. Aidoru è del 1996. La rete era ancora una robina. I videogame, anche.

Dimitri Kovacks ‎
@ Annamaria Ma quello che sorprende davvero, a pensarci, è il progressivo accorciamento dei tempi tra la "visione" letteraria e la realizzazione materiale.. In fondo anche Verne ha visto NEL futuro ma non è riuscito a vedere IL futuro.. Gibson sì.

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