teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 01 dicembre 2011

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Questioni di metodo 14: di creatività e di fretta

L’agenzia ungherese Café creative realizza un video delizioso per mostrare ai propri clienti che le scadenze troppo strette sono controproducenti per la creatività.
È proprio vero. Teresa Amabile nel 2002 indaga il rapporto tra tempi stretti e creatività nelle aziende. E scopre che le scadenze incalzanti spingono i dipendenti a fare più lavoro e a farlo meglio nel caso di attività meccaniche, ma ostacolano il pensiero esplorativo, necessario per ottenere risultati creativi. Inoltre, le persone sotto pressione credono di essere più creative, ma in realtà non lo sono. Sul sito della Harvard Business School trovate una sintesi della ricerca e potete scaricare gratis l'intero paper.
Il project triangle mostra con assoluta chiarezza che un lavoro fatto velocemente può essere o economico o di qualità. Ma non le due cose insieme. Colin Harman applica lo stesso schema al graphic design: l'incrocio tra velocità, risparmio e qualità è una impossibile utopia.
Ma se qualsiasi scadenza vi sembra sempre troppo vicina, scrive Scientific American, la colpa è di un bias cognitivo. Cioè di una percezione distorta. Quando siete coinvolti in un progetto con una deadline la consapevolezza del passare del tempo cresce, e la data di consegna sembra molto più vicina di quanto non sia. E tanto più il lavoro è complesso, tanto più il bias si rafforza.
Voi che ne dite? Tirate fuori idee migliori quando siete sotto pressione? E, soprattutto, senza scadenze riuscireste davvero a combinare qualcosa?

Commenti (9)

1Utente Anonimo 01 dicembre 2011
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"Il project triangle mostra con assoluta chiarezza che un lavoro fatto velocemente può essere o economico o di qualità. Ma non le due cose insieme."

Avere a che fare con i triangoli è sempre suggestivo. Al di là delle metafore salaci, la ragione è semplice: un triangolo può far dire tutto ciò che vuoi. Curiosamente non v'è ragione alcuna per assolutizzare la relazione triadica tra costo, qualità e velocità: talvolta è vera, talvolta è falsa.
Ma il triangolo in sé non dice nulla che non sia mostrarci le premesse su cui è costruito, ovvero che se si sceglie un triangolo equilatero allora le tre componenti hanno pari peso (premessa arbitraria). La strategia è interessante e spiega perché molti filosofi fresconi siano stati attratti dai triangoli (e sempre equilateri!) e molti meno dai quadrati (Aristotele docet). Il motivo? Ognuno dei suoi tre angoli ha solo angoli a lui adiacenti ma non ne ha opposti. Ecco spiegata la ragione del poter dire tutto senza dover dimostrare niente. :)
Buona giornata

Hqr

2Utente Anonimo 01 dicembre 2011
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Condivido pienamente sottolineando che però senza deadline non combinerei nulla per due motivi: primo perchè mi sembra di avere tutto il tempo del modo e non mi impegnerei sul progetto (nessun stimolo), secondo perchè non sarei in grado di fare una scelta definitiva difronte alle varie strade percorribili (tutto è perfettibile).
Silvia

3Utente Anonimo 01 dicembre 2011
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Hqr, il project triangle è un modello che serve a spiegare e capire tre vincoli fondamentali di un progetto. Ce ne sono altri, sicuro. E il mondo è molto più complesso di così, sicuro.
Ma io non trovo la relazione qualità, costo, velocità a volte vera e a volte falsa. La trovo quasi sempre vera, soprattutto se si parla di mercato e di progetti complessi. Per fare un buon lavoro velocemente bisogna mobilitare più risorse e quindi aumentare i costi. Mantenendo i costi bassi si può comunque creare qualcosa di qualità, ma ci vorrà più tempo. E così via.

Detto questo, sulla questione scadenze cito Douglas Adams. Diceva: «amo le scadenze, amo il rumore che fanno quando mi sfrecciano accanto». Anche se, davvero, senza come si fa? Amiamo e coccoliamo così tanto le nostre idee che se nessuno ci obbliga a metterle là fuori rischiamo di ritrovarcele ancora in casa a trent'anni. :)

J.

4Utente Anonimo 01 dicembre 2011
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A volte ho prodotto buone idee sotto stress da deadline incalzante. Altre, ho mancato clamorosamente il risultato avendo tutto il tempo a disposizione. Ma anche viceversa. Nessuna formuletta per risolvere la questione. Diciamo, saggiamente, che ci vuole equilibrio, il giusto tempo per riflettere ed esplorare e quello sufficiente per finalizzare. Le variabili sono molte, lavoro in solitudine o di team, per esempio. La discussione di qualche giorno fa sull'utilità del brainstorming era attinente, viste le perite di tempo raccontate. Ora, con la crisi, accetto progetti dal timing striminzito. Ragionieri ma creativi

Un saluto
Antonio

5enea 01 dicembre 2011
enea



Sono d'accordo con Antonio, il tempo è uno dei tanti "paletti" su cui fa perno l'innesco della creatività. Senza paletti, senza regole, non ci può essere creatività. Percepire troppo stretti i paletti è un fatto personale, che può inibire la creatività. Questo non toglie che un'altra persona possa considerare lo stesso paletto un elemento generativo.

6Utente Anonimo 01 dicembre 2011
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deadline? purtroppo fondamentale per non perdersi nell'ipnotica ricerca della perfezione.
E' un po come iniziare un lavoro su un foglio a quadretti o su un foglio completamente bianco; c'è molta differenza, in un foglio bianco la mia testa si perde molto piacevolmente....e il tempo vola.
Alien Vasquez

7andromeda 01 dicembre 2011
andromeda



 

Sono abbastanza d'accordo con tutti, ma, la questione per quanto mi riguarda è: posso essere veramente creativa avendo tempi stretti di consegna? A volte mi capita, a volte no, in gerere però la sensazione è quella di fare quasi sempre un lavoro di fabbrica, dove un lavoro mentale e creativo assurge a lavoro meccanico e seriale: una "roba" mostruosa. Eppure so bene che una scadenza è necessaria. Sempre che, il nostro bias cognitivo non giochi brutti scherzi...

8franca 02 dicembre 2011
Utente anonimo



 

Si potrebbe parlare per ore di questi argomenti. In sintesi, e secondo la mia esperienza, ritengo che il tempo sia la vera sorpresa del creativo. Una gestazione e studio anche inconsapevoli di anni possono dar luogo a creazioni fulminee. Di conseguenza tempi di realizzazione variano solo in base all'eta' e alla forma fisica. Credo che il vero processo creativo sia un fiume in piena, può restare alveo asciutto per anni anche se alle scadenze dell'amministrazione presenta i lavori necessari al business.

9Utente Anonimo 02 dicembre 2011
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(che bel tema, grazie prof.ssa Testa per le sue ricerche che ci danno pezzetti settimanali di luce e di internazionalità. Mi è piaciuto molto il video ungherese..)

Se c'è un cliente esterno, anche per me la scadenza è fondamentale perchè mi mette in condizione di scegliere una strada e concluderla per quanto meglio posso. Mette in circolo un certo genere di adrenalina che può generare anche idee toste.

Ma, forse per autoconservazione, mi sono creata nel tempo libero un altro genere di lavoro in cui il cliente sono io: inizio molti collage insieme, niente di speciale ma così alterno e applico la vita - le cose che succedono, il mio..pensiero esplorativo - a quei lavori, finchè uno di loro "si illumina", trova la sua strada e prende predominanza sugli altri, lo riconosco come mio. Allora mi costringe a occuparmi di lui, ri-finirlo e concluderlo: questa è la vera scadenza! Un altro genere di adrenalina.

Che dite, vi è capitato? In questi casi mi ritengo una privilegiata, cui la vita ha dato il kairos oltre che il kronos... perchè ho un mio secondo "lavoro" che in realtà nutre il primo.
Ciao a tutti
Marina

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