L’attività creativa che davvero tutti noi pratichiamo, sempre, è anche la più sottovalutata. Sto parlando di comunicare: produrre e ricevere messaggi che hanno un senso. È un’attività creativa perché la natura combinatoria del linguaggio ci permette di generare continuamente strutture nuove. E utili, perché trasmettono informazione. Questo, sembra, lo sanno anche i cercopitechi. Ma non finisce qui: per produrre messaggi bisogna scegliere un codice condiviso dal destinatario. Per comprenderli, ci vogliono competenze sia linguistiche che pragmatiche. Per comunicare integriamo, decodifichiamo e interpretiamo diversi linguaggi: non solo parole ma anche gesti e prossemica. Anche se i media e i modi di trasmissione cambiano, le regole di base del buon comunicare resteranno le stesse. E la buona relazione tra chi comunica continuerà ad essere fondamentale. Questo è il concetto in poche righe. La versione in 400 pagine (ma c’è qualche dettaglio in più) si chiama Farsi capire.
Commenti (4) |