teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 27 febbraio 2009

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Di buone intenzioni

Con il titolo I designer salvano la Costituzione gira in Rete la proposta di sostituire il finto testo Lorem Ipsum, quello che serve ai grafici per fare le loro prove, con brani tratti dalla Costituzione. Il Lorem Ipsum è diffuso: c’è perfino un Lipsum generator multilingue. Senza contare i 7 milioni e mezzo di risultati su Google (solo 54.000 per l’incipit della nostra Costituzione). L’intenzione di promuovere la conoscenza della Costituzione è ottima. Ma… ma nella pratica il Lorem Ipsum viene tagliato e incollato dove serve. Trattato alla stessa maniera, l'articolo 3 potrebbe, per esempio, uscire così:
ADINI HANNO PARI
Gnità eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di reli condi. Repubblica rimuovere gli ostacoli di orciale, che, limitando e l'egua dei cittadini, impediscono il svilu. Repubblica rimuovere gli.

Napolitano dice "Teniamocela stretta, la Costituzione". Sì, certo: ma tutta intera.

Commenti (5)

1Giovanna Cosenza 02 marzo 2009
Giovanna Cosenza



 

Grande e definitivo intervento, Annamaria.
Dal mio punto di vista, chiude una volta per tutte la questione Lorem ipsum, grafici e Costituzione.
Grazie, come sempre.
Giò

2Giuliano Cuccurullo 04 marzo 2009
Utente anonimo



...non sono "cordo". La Costituzione è tutt'altro che finto testo...io la penso così.
giu.

3cosimo 06 marzo 2009
Utente anonimo



  

Ciao a tutti.

Da quando ho avuto quest'ideuzza e ho creato il gruppo corrispondente su Facebook ho ricevuto qualche complimento e qualche critica.

Tra queste ultime, una delle più intelligenti e ricorrenti è sicuramente quella citata da Annamaria Testa: il Lorem Ipsum viene necessariamente spezzettato e così la Costituzione va a farsi benedire. Colgo l'occasione per spiegare il senso dell'iniziativa e rispondere.

1. Non ho mai preteso di rivoluzionare uno standard grafico per sempre. Non credo nelle rivoluzioni pianificate a tavolino. La mia idea è piuttosto prendere le mosse da un momento "difficile" per la Costituzione italiana - nei giorni in cui l'iniziativa è cominciata Berlusconi minacciava di cambiarla per il caso Eluana - per provare, da professionisti della comunicazione, a fare qualcosa di utile. L'iniziativa può andare avanti per una settimana, tre mesi, un anno. Magari ha un certo punto mettiamo in piedi una mostra dei layout costituenti. Insomma, prima di tutto bisogna cominciare, provare, poi si vede dove si va a parare.

2. Il mio obiettivo non è tanto che la gente impari la Costituzione a memoria, quanto piuttosto che il testo della Costituzione cominci a circolare in modo capillare e "sotterraneo", che le parole che vi sono contenute si infilino, anche inconsciamente, nella testa delle persone. Penso che ci sia una corrispondenza interessante tra il testo riempitivo - che sta lì, quasi non visto, a dettare la struttura di una pagina - e la Costituzione - un testo che sta lì, quasi non visto, a dettare la struttura della convivenza tra i cittadini italiani. Ci pensate che bello se fra dieci anni in uno studio di comunicazione un giovane grafico riferendosi a un file di testo finto chiedesse al suo compagno: "Mi mandi L'Italia è una Repubblica democratica per favore?"

3. Riguardo allo stagliuzzare la Costituzione, Annamaria Testa ha ragione. Ma forse i grafici potrebbero avere un occhio di riguardo, stare un po' più attenti, magari mantenere intatte almeno le frasi fondamentali. Non è poi un grande sforzo. Basta rallentare un attimo e pensarci su. Lo si fa per una buona causa, no?

4. Lo ammetto. Il lorem ipsum mi sta sulle palle. Forse la ragione è che il mio mestiere è scrivere, ma ogni volta che vedo quel testo insensato, messo lì a casaccio in mezzo alla pagina, con tutti quei caratteri sprecati, divento subito nervoso. Si sarebbero potute dire tante cose interessanti in quello spazio e invece niente, la solita sbobba. Da quando è cominciata l'iniziativa dei designer per la costituzione ho parlato con diversi colleghi e scoperto molte storie interessanti sul testo dummy. Mio zio ha sempre scritto nello spazio del testo il tema che vi verrà trattato: "In questo testo si parlerà di un festival del vino che avrà luogo a Vicenza e che durerà 4 giorni ecc.". Bello, mi piace come approccio. Un altro si è sempre rifiutato di usare il testo dummy impegnandosi a mostrare persino alla prima presentazione una bozza del testo definitivo. Ossessivo-compulsivo. Un altro ancora si divertiva a infilarci il testo di qualche poesia. Ispirato. Insomma, credo che nell'industria della creatività la gente dovrebbe osare, intraprendere strade nuove. Gli standard, per quelli che fanno il nostro mestiere, dovrebbero durare il meno possibile.

5. Ritengo che molta della comunicazione che si vede oggi in Italia sia deprimente, povera di idee e completamente separata da quel che succede là fuori. Penso che sia urgente riconnettersi al mondo di fuori: proporre ai clienti cose belle, non cose che loro si aspettano; non accontentarsi, non guardarsi l'ombelico, non chinare la testa; da "professionisti della comunicazione" comunicare non solo quel che ci chiedono i nostri clienti, ma anche quel che riteniamo che debba essere comunicato, per il bene di tutti.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
a presto e grazie
Cosimo Bizzarri

4annamaria 06 marzo 2009
annamaria



 

Grazie a Giovanna e a Giuliano per il parere. Grazie a Cosimo per i dettagli. Devo confessare che la logica del "prima di tutto bisogna cominciare, provare, poi si vede dove si va a parare" non mi convince fino in fondo, ma vabbe': magari è per via di un fatto anagrafico.
C'è un tema più interessante, invece: come ci dicono molti autori fra i quali, per esempio, De Mauro, che sull'argomento ha scritto pagine memorabili, la comprensione di qualsiasi testo avviene in un confronto rapido e turbinoso con il co-testo e il contesto. Se c'è incongruenza tra testo, co-testo e contesto, il processo di comprensione si inchioda e non si capisce più un accidente.
Faccio un esempio: fra ieri e oggi qui da noi abbiamo cacciato diverse righe di Lorem ipsum in un documento per una banca (brevissimi frammenti sotto titoli reali del tipo "come fare un bonifico") e nei bodycopy degli annunci di una nota marca di caffè, sotto titoli reali e accanto, per esempio, a un'immagine di piantagioni in Eritrea.
Se avessimo usato, anche evitando qualsiasi taglio, frammenti di testo reale, e di un testo denso e alto come è quello della Costituzione, il risultato sarebbe stato un lavoro indecifrabile. Il perché è semplice: il finto testo dev'essere visto ma non letto. Perché non c'entra. La garanzia del fatto che non venga letto è chesia illeggibile in sé.
Vogliamo immaginare un'opzione che preveda testi più lunghi? Che ne so, il risvolto di copertina di un libro sul marketing dei beni di largo consumo? Di un giallo di Connelly? Il retro di un pack di corn flakes? Di una confezione di detersivo? Di calzini?

Bene: la proposta resta in homepage ancora per un paio di giorni. Diteci che cosa ne pensate :)

5cosimo 09 marzo 2009
Utente anonimo



  

L'immagine di un retro di pack di cornflakes con i Principi Fondamentali della Costituzione è geniale. Trasformerebbe la colazione in un momento molto colto e molto civile, altro che tabella delle calorie! :)
Riguardo al confronto tra testo, cotesto e contesto, mi viene da dire che i Principi Fondamentali sono in un certo senso sempre armonici con ciò che li affianca e li circonda, proprio perché da pilastri della nostra società precedono e reggono qualsiasi sua manifestazione, dalla brochure di una ditta di pneumatici a un documento per una banca. Al di là di questo appunto semiserio, il senso dell'iniziativa è proprio creare un effetto spiazzamento nel lettore che, abituato a soprassedere sul significato del testo dummy, per una volta è costretto a fermarsi a leggerlo. Che ne dite?
L'ultima precisazione. La logica del "prima di tutto bisogna cominciare, provare, poi si vede dove si va a parare" non è dovuta a un fatto anagrafico, bensì al medium utilizzato - il web - e alla natura dell'iniziativa. Io ho semplicemente mandato una email ai miei colleghi e amici e creato un gruppo su facebook per ottenere un riscontro su un'idea interessante che avevo avuto. Non ho inoltrato una proposta di legge al Parlamento italiano per sostituire il lorem ipsum con il testo costituzionale né ho pianificato una campagna milionaria per promuovere l'iniziativa. Se poi si è cominciato a discuterne su siti e blog, significa che la questione ha destato interesse e dibattito tra i professionisti della comunicazione. Buon segno, quanto meno abbiamo fatto un po' di ginnastica per il cervello! grazie e ciao. cosimo

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