È intitolato La creatività non è né di destra né di sinistra un articolo uscito da poco sul Corriere della Sera. Non posso non segnalarvelo, ma avrei preferito un titolo come “La creatività è sia di destra sia di sinistra”, visto che stiamo parlando di emisferi cerebrali. La tesi è semplice: nel lavoro creativo le diverse aree interagiscono (se esagerano, ecco i fenomeni sinestesici di cui abbiamo parlato di recente). Che l’emisfero destro sia creativo e il sinistro no, è una leggenda: senza l’emisfero sinistro, focalizzato e selettivo, il destro rischia di andare per farfalle. Tra i primi a studiare i due emisferi c’è il Nobel Roger Sperry. Lo fa su soggetti (animali e umani) il cui cervello è diviso chirurgicamente. Se volete farvi una visita guidata nelle dinamiche cerebrali, leggete l’ottima presentazione di Alberto Oliverio, magari soffermandovi sulla tavola 31. O guardate il video. Intanto Rossmann e Fink confermano che la creatività, proprio come affermava Sarnoff Mednick negli anni Sessanta, è correlata all’associare velocemente elementi lontani tra loro. Il test che misura questa capacità (eccovelo, purtroppo in inglese) si chiama RAT (Remote Associates Test).
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