teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 01 aprile 2011

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Creatività e regole per una pubblicità non sessista

Roma, 4 aprile: si parla de “Il Consumo dell’immagine della Donna”. Ci sono il ministro Carfagna e il vicepresidente del Senato Bonino. E Vincenzo Guggino, dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.
Mi è stato chiesto di parlare, in quella sede, di donne e pubblicità. Lo faccio proponendo una serie di slide che offrono esempi e coordinate per capire il caso italiano. L’argomento non è semplice da trattare in maniera equilibrata e pragmatica. E in una manciata di minuti. Ci provo.
A Roma viene anche Massimo Guastini, il nuovo presidente dell’Art Directors Club Italiano (qui il sito dell’ADCI. Qui il blog del Consiglio direttivo). Presenta un Manifesto Deontologico dell’ADCI. Credo che sia un segnale importante, sia per i princìpi che il manifesto afferma, sia perché, per la prima volta in molti, molti anni i creativi pubblicitari italiani si impegnano pubblicamente, e non a livello individuale ma come famiglia professionale, a promuovere un cambiamento positivo nella comunicazione pubblicitaria (qui il comunicato stampa).
Di ruoli femminili e di immaginario riguardante le donne abbiamo discusso insieme una quantità di volte, da quando NeU è online. Nel maggio 2009, ad agosto 2009, a ottobre 2009. E poi, nel 2010, in aprile. Nel giugno 2010, NeU ha sviluppato il progetto In cerca di lei, che è poi diventato una pagina permanente di documentazione su Facebook. Abbiamo ripreso il tema nel settembre 2010, a gennaio 2011 e a febbraio 2011. A fine febbraio NeU ha dato conto della polemica accesa da Matrix, e per l’8 marzo ha aperto una nuova sezione, interamente dedicata a donne e creatività.
Questa è una nuova tappa di un lungo discorso per NeU, e di un lunghissimo percorso di tutti. Il tema della pubblicità non è marginale: la pubblicità non crea certo modelli e valori. Ma – questo è altrettanto certo – può intercettare e consolidare nuovi valori emergenti. Guardatevi le slide. E, per favore, diffondete il Manifesto dell’ADCI. Sviluppare un clima differente, anche (auguriamocelo) con l’aiuto della buona pubblicità e delle imprese più sensibili fa bene alle donne. Fa bene al paese. È una responsabilità di tutti noi.

Commenti (5)

1Utente Anonimo 04 aprile 2011
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veramente molto interessante!

2Utente Anonimo 05 aprile 2011
nuovo e utile



Era ora. Mi auguro vivamente che a tante belle parole corrispondano fatti concreti e non il solito teatrino all'italiana.
Tiziana C.

3Utente Anonimo 05 aprile 2011
nuovo e utile



Cara Annamaria,
complimenti davvero per il lavoro che stai facendo. Questa presentazione è sintetica, suggestiva, concreta. La metterò sul mio sito e se mi autorizzi la divulgherò in aula appena ri-tratterò il tema della comunicazione di marketing. Anch'io - dall'ultima vola che ci siamo viste - ho continuato a occuparmi anche di donne: il gruppo di madri etiopi che sto seguendo da qualche anno. I temi sono un po' diversi dai nostri. Ti manderò - se ti fa piacere - la sintesi per immagini che ho fatto per i nostri soci nel corso del mio ultimo viaggio ad Addis Abeba (un mese fa). Un abbraccio e buona settimana, Mariella Governo

4annamaria 05 aprile 2011
annamaria



 

@Mariella. Felice se usi la presentazione e se la fai girare. Non solo perché mi è costata un bel po' di lavoro (riuscire a essere abbastanza sintetici e chiari è sempre un tormento), ma anche perché il tema è importante, e a volte viene trattato in modo davvero sbrigativo.
La pubblicità è un fenomeno multiforme, e aiutare le persone a leggerla e a capirne i meccanismi fa bene all'intero sistema.
Sì, certo, vedo più che volentieri le cose che, con la tua organizzazione, stai facendo in Etiopia.
E ricambio l'affetto e i saluti

5Aggiustaidee 06 aprile 2011
Aggiustaidee



Presentazione gradevole, centrata, spiritosa come sempre. Agganciante.
La pubblicità ha un peccato originale: serve a, anzi "deve", promuovere i consumi.
Però, se si approfondiscono consapevolmente i legami causa-effetto fra comunicazione pubblicitaria e costumi, qualche buon esito non è impossibile.
Compatibilmente col legame inevitabile fra consumi e costumi.

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