Ventun anni fa questo scanzonato poster dell’agenzia STZ scandalizzava i benpensanti e veniva bloccato dal Giurì dell’Autodisciplina pubblicitaria. Bei tempi, verrebbe da dire dopo aver visto il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo e Marco Malfi. Dura 25 minuti. Guardatelo, per favore. Il motivo per cui ne parlo, triangolando Giovanna Cosenza e Loredana Lipperini, è questo: non riusciamo - dice la voce fuori campo - a riconoscere un’identità nuova, originale, femminile. Qui c’è, credo, anche un problema di immaginario distorto e impoverito. Davvero è impossibile inventare un altro (centomila altri) modi di essere? E di apparire? L’unica opzione disponibile è l’esibizione sguaiata di corpi omologati dalla chirurgia? L’unica parola d’ordine è “turgore”? L’industria cosmetica (e la moda, la tv generalista, l’adv) stanno minando l'autostima delle donne, come suggeriscono i video Onslaught, Evolution ed Amy prodotti dal Dove self esteem fund? Vogliamo proprio ricondurre la stupefacente varietà della vita vera, e dei segni che lascia, a un vellutato ritocco con Photoshop?
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