Secondo Franco Moretti, ricercatore italiano a Stanford, per capire davvero i testi letterari bisogna farli leggere a un computer. Ne scrive il New York Times, non senza ironia. I risultati, però, sono concreti. A partire da indicatori grammaticali e semantici, o dalla pura frequenza delle parole, software dedicati sono in grado di ricondurre un testo a un genere letterario. Ci riescono perché lo fanno a partire da una banca-dati (30 testi identificati per genere e già sottoposti ad analisi). La cosa interessante è che i computer considerano indicatori non contenutistici, ma puramente formali o strutturali: tutta roba che noi, leggendo, difficilmente riusciamo a vedere. Il bello dei computer è che riescono a macinare enormi quantità di testo. Google, per esempio, digitalizza 5 milioni di libri scritti dal 1800 a oggi. Questa massa di dati ha già un nome: culturomics, genoma culturale. Per ora online c’è un motore di ricerca che permette di scoprire quante volte e quando una parola o un’espressione appare nei corpus scansionati, ma già questo è utile: leggete l’articolo di Punto Informatico (in italiano) o guardate (ancora solo in inglese, purtroppo) il TED Talk che racconta il progetto. Si può passare dal macro al micro. Dal genoma culturale al DNA della scrittura di un singolo autore. All’Università di Toronto, Ian Lancashire analizza al computer 16 gialli di Agatha Christie. Scopre che negli ultimi il lessico è meno ricco e le frasi si ripetono. Lancashire è cauto a trarre conclusioni, ma questi marcatori linguistici sono gli stessi che si trovano nelle persone colpite da Alzheimer. In un paper tecnico Ying Zhao e Justin Zobel della School of Computer Science and Information Technology di Melbourne raccontano della capacità dei computer di riconoscere gli autori lungo un corpus di opere. A pag. 5 del documento c’è un indice di accuratezza del sistema: Tolstoj viene individuato solo una volta su due, ma su Shakespeare il computer non sbaglia praticamente mai. E, distinguendo con chiarezza Shakespeare da Marlowe, smentisce analisi precedenti. Insomma: perfino i computer cominciano a dissentire fra loro sulle attribuzioni. Il che li rende almeno un poco umani... Se volete analizzare la vostra scrittura potete farlo online. Potete, per esempio, scoprire quali sono le vostre parole e le vostre frasi ricorrenti. E trovate strumenti per valutare la leggibilità di un testo o evidenziare la terminologia specifica.
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