Ho sempre pensato – e l’ho scritto più volte - che il brainstorming fosse, per dirla in modo colorito, una boiata pazzesca con un nome di gran fascino. Una tempesta di cervelli, vuoi mettere? In soldoni, si tratta di sottoporre un problema a un gruppo di persone, non importa quanto competenti o preparate. La tecnica, che può essere applicata in vari modi, prevede che i partecipanti producano la maggior quantità possibile di idee, senza sottoporle ad alcun vaglio critico, privilegiando le più bizzarre e combinandole. Qui trovate ampie parti di un intero libro, in italiano, che ne parla. Non escludo che il brainstorming possa avere interessanti applicazione didattiche, e servire egregiamente ad animare gruppi di studenti. Ma che differenza c’è con il parlare a vanvera, a parte un permesso di farlo dato a priori e un po’ di ritualizzazione? A me, le volte che mi ci sono trovata in mezzo per lavoro, il brainstorming ha sempre fatto venire il mal di mare. Lasciandomi l’impressione che fosse stata prodotta una gran quantità di fuffa, impossibile da riordinare e difficile (ulteriore lavoro inutile) da smaltire. L’impressione, sembra, non è del tutto campata per aria: il Washington Post riporta - e Repubblica riprende, in italiano - i risultati di una recente ricerca condotta dall’University of Texas, secondo la quale è assai meglio scuotersi il cervello da soli che tempestarselo insieme. Motivo: il gruppo tende a fissarsi su un’idea e a ricamarci sopra. Qui, se volete approfondire, l’intero articolo, che è molto esauriente. Questo, ovviamente, non vuol dire che il lavoro creativo di gruppo (dalla ricerca scientifica alla pubblicità, con tutto quanto sta in mezzo) non funzioni. Serve, e tantissimo, se è strutturato. Se si cercano buone idee, e non qualsiasi idea. E se ciascuno propone una visione e un contributo meditato, a partire da una competenza. Dà risultati tanto migliori quanto più il gruppo è eterogeneo. E comunque dà risultati se è guidato da un leader capace, trasparente, che persegue con determinazione un obiettivo condiviso e sa mettere a sistema i contributi di tutti.
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