Sabato scorso a Trento, presentando il libro di Andrea Petrini Processo agli economisti, ho fatto vedere alcune infografiche di tema economico e il video The crisis of credit: roba che mostra come la complessità può essere comunicata in modo semplice. Fra l’altro, con il titolo Is the economy, stupid!, che riprende uno dei tormentoni della campagna clintoniana contro Bush del ’92, l’infografica economica è entrata, via poster, perfino nei coffee shop di Starbucks. Sta di fatto che non possiamo immaginare niente di nuovo se non partiamo da dati esistenti, e che il modo in cui strutturiamo i dati influenza sempre il modo in cui li interpretiamo. La nostra mente non solo comprende più facilmente figure (curve, diagrammi) che elenchi di cifre, ma cerca relazioni narrative tra un dato e l’altro: e l’infografica traduce i dati in storie. D’altra parte, trovare il modo più fertile per elaborare e comunicare dati è a sua volta un fatto di creatività. Questo vale qualsiasi sia l’argomento: può essere l’evoluzione, ma anche (qui un minuscolo elemento grafico è la chiave di tutto) la performance di un televisore.
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