teorie e pratiche della creatività

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CREATIVITÀ: TEMI E COMMENTI - 08 gennaio 2009

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Creatività e dintorni: una selezione di testi online

Capire il Signor Futuro, correndo a perdifiato

Uno ha immaginato le automobili prossime venture per i mercati di mezzo mondo. L'altro è un guru delle nuove tecnologie. Insieme lanciano dalle pagine di NeU una domanda: come “sentire” i cambiamenti, almeno prossimi? Paolo Ferrero e Andrea Aparo dicono che dovremo tenere ben presente la grande frattura generazionale tra gli old consumer ed i new, intendendo per new la generazione Y, i nati dal 1975 al 1984, e le successive fino ai nati di fine millennio. Dicono che questi sono/saranno consumatori i cui segnali deboli sono ancora più difficili da individuare e interpretare. Dicono che ciascuna azienda ha di fronte quattro alternative, e solo una è vincente. E che bisogna ragionare con la logica del "what if?". Leggi Appunti sul futuro, scopri che cos'è un segnale debole navigando tra i siti di trendwatching e scrivici quali sono le tue sensazioni, le tue previsioni, il tuo modo di capire il Signor Futuro.

Commenti (9)

1Fabullo 10 gennaio 2009
Fabullo



Un articolo molto interessante e pieno di spunti per aprire l'anno nuovo.
Non so se si tratta di un segnale debole (scriviamo una bella voce su Wikipedia? Attualmente non esiste) ma credo che uno dei fenomeni più interessanti degli ultimi mesi (parlo dell'Italia) sia l'esplosione di Facebook. Credo che per le aziende sia un ottima porta di ingresso nelle vite dei consumatori di beni e servizi.

Riflessione personale: forse questa crisi che sta investendo tutti noi obbligherà le aziende, per sopravvivere, ad ascoltare un po' di più i propri clienti.

I vostri appunti sul futuro hanno messo in moto la mia curiosità: vi segnalo un paio di articoli a proposito dei trend del prossimo anno.

http://abcnews.go.com/GMA/NewYearNewYou/Story?id=6557035&page=1
e
http://abcnews.go.com/Business/WireStory?id=6559752&page=1

Un saluto a tutti!

2peperino 12 gennaio 2009
Utente anonimo



Io credo che le aziende oggi abbiano a disposizione mezzi potentissimi per conoscere a fondo i propri consumatori. Occorre però coraggio, capacità interpretativa ed empatia.
Lancio un appello a dirigenti, amministratori delegati e a tutti coloro che detengono il "potere del si": uscite dai vostri uffici, osservate quello che succede intorno, i segnali deboli sono sparsi per strada (e sul web ovviamente).

3car 13 gennaio 2009
car



Ciao a tutti !

Vi invito a riflettere sul binomio Creatività e crisi economica:

Credete che questa crisi economica mondiale, che si fa sempre più sentire, possa "bloccare" la creatività (di imprese , consumatori, "addetti ai lavori", futuri talenti....)???
Aspetto i vostri commenti

4annamaria 13 gennaio 2009
annamaria



 

Ciao Fabullo e grazie dei link. Siamo entusiasti (ce lo dice il primo link) del fatto che l'"hot color" del 2009 sia l'arancio... anche l'idea di passare dal riciclaggio al pre-ciclaggio non è male.

Nel secondo link c'è una parziale risposta alla domanda da un milione di dollari di Carmine: il darwinismo economico (a proposito: nel 2009 siamo a 200 anni dalla nascita di Darwin e a 150 dalla pubblicazione de l'Origine della specie) connesso con la crisi fa sì che solo i più forti ce la possano fare.
Ma -e questo è il punto importante- le imprese davvero smart, quando le cose vanno male, possono avere reali opportunità di crescita perché si aprono nuovi spazi e l'assetto competitivo si rivoluziona.
Insomma: la crisi colpisce chi non sa cambiare abbastanza in fretta, ed essere smart (flessibili, reattivi alle mutate esigenze del mercato e creativi) è il fattore sia di sopravvivenza che di successo.

5DANILO FUCSIAMAN VERTICELLI 13 gennaio 2009
DANILO FUCSIAMAN VERTICELLI



La prima innovazione sarebbe parlare come mamma ci ha fatti e non da intellettuali postbocconiani con l'uso improprio dell'inglese che fa molto in da Piacenza in su. Permetterebbe se non altro di ristabilire il giusto rapporto con le persone che poi sono il vero parco ricchezza del futuro.
Dalle persone, dalla loro capacità intellettiva di produrre ricchezza e innovazione, e quindi progresso, verrà la spinta al superamento di tutte le sovarstrutture arcaiche di mercato che hanno contraddistinto gli ultimi decenni di produzione. Parole come competitività, concorrenza avranno sempre meno importanza in quanto perfettemente vuote ed inutili in un contesto in cui manca l'equilibrio tra le parti in competizione. La crisi recente deriva proprio dalla rincorsa "competitiva" a sistemi disequilibrati. Un giorno anche i guru del mercato a tutti i costi capiranno che le regole sono variate.
Le persone quindi. Hanno già cominciato a riscoprire l'essenza del prodotto e il valore del rapporto costodiproduzione/prezzo. Valore dimenticato nell'epoca delle flase griffe e della falsa qualità. Le persone. Reimpareranno a giudicare secondo le proprie esigenze ed il proprio gusto, in luogo di quello trendizzato dal cartello modaiolo di turno.
Le persone quindi e con esse le nuove generazioni baderanno al sodo, alla qualità, ai tessuti, alla resistenza dei materiali, alla loro ecologicità. Tutto il resto, la pubblicità per prima, è un mare di cazzate infinito. La pubblicità diventerà informazione e smetterà di promettere paradisi con l'interno da quarto mondo fabbricato nei sottoscala cinesi. L'informazione non potrà più adattarsi alle regole politiche. I social network e la Rete in genere impediranno ogni contraffazione di notizie e di informazioni.
I cambiamenti del futuro saranno un lento ritorno alle solidità del passato, ovvero sostanza, qualità, valori etici.
Chi non si adatterà a tale controtendenza non avrà capito nulla dell'Uomo e soprattutto non avrà imparato niente dai cambiamenti più recenti.

6MATTEOEMMA 14 gennaio 2009
Utente anonimo



Non sarà creativo, maaaaaa COMPLIMENTIIIIIIIII !!!!!
E' difficile aggiungere "qualcosa" di meglio.
Il dramma che viviamo è che il parterre nelle aziende è desertico !
Giorgio Parisotto

7car 14 gennaio 2009
car



IL ROCK CANTA L' ECONOMIA CHE CROLLA:"LA DIFFICOLTA' E' CREATIVA" (LA STAMPA PAG 17 DI OGGI).

ASCOLTATE IL NUOVO PEZZO DEI NEGRITA "RADIO CONGA " E LEGGETE L' ARTICOLO: UMBERTO ECO SPIEGA CHE "OGNI CRISI è CREATIVA, QUELLA AMOROSA, QUELLA EISTENZIALE, E ANCHE QUELLA ECONOMICA...."

8annamaria 14 gennaio 2009
annamaria



 

Ciao Carmine,
grazie della segnalazione. Inserisco il link all'articolo su La Stampa:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1257&ID_sezione=62&sezione=

Per sentire Radio Conga:
http://www.youtube.com/watch?v=TLRXxCvGtvk

"La crisi" del bravissimo Ivano Fossati invece è qui:
http://www.youtube.com/watch?v=JxV9JGO5Z6E

L'ottimo blog di Giovanna Cosenza, allieva di Eco e docente di semiotica a Bologna, il divertito commento della quale è citato nell'articolo, è da tempo tra le segnalazioni di NeU. Si chiama Dis.amb.ig.uando e il link si trova alla pagina Pubblicità e comunicazione".

9Venusia 14 gennaio 2009
Venusia



Ciao a tutti!
Il periodo che stiamo vivendo non è per niente facile, è vero che chi oggi ha 30 anni non è nel periodo d'oro degli anni 80 in cui tutti riuscivano a ottenere buoni risultati con sforzi limitati. Però adesso non c'è il tempo di piangerci addosso, da questa situazione credo anzi che potremo uscirne con del sano ottimismo e un'autentica voglia di fare e sperimentare. Che ne dite? E poi davvero basta coi tante belle frasi che alla fine sono solo vuote. C'è chi parla tanto di flessibilità, di equità, di meritocrazia e poi mi guardo attorno e per adesso i furbi e gli scaltri sono quelli premiati....

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