Alan Turing, genio matematico, eroe di guerra, pioniere dell’informatica, visionario, il 7 giugno 1954 si uccide mangiando una mela al cianuro. Ha solo quarantun anni. Dopo che la sua omosessualità è venuta alla luce, lui è stato condannato alla castrazione chimica: una pena crudele che gli sconvolge il corpo e la mente. Al giudice aveva provato a spiegare che, nell’essere omosessuale, non vedeva niente di male. È una storia straziante. La prima volta che ne ho sentito parlare, anni fa, mi ha colpita al cuore. Solo nel 2009, e solo dopo un’accesa campagna sul web, Gordon Brown chiede scusa a nome del governo britannico per quella che a tutti gli effetti è stata una persecuzione omofobica. Quest’anno, in Inghilterra e nel mondo, si celebra il centenario della nascita di Alan Turing.
Nel 1936, a soli 24 anni, Turing immagina una macchina capace di eseguire ogni tipo di calcolo su numeri e simboli. La macchina di Turing è, in sostanza, un computer: un concetto visionario che precede una tecnologia ancora inesistente. Il filosofo Daniel Dennett spiega sul Sole 24Ore che l’idea di Turing è rivoluzionaria per gli stessi motivi per cui è rivoluzionaria l’intuizione darwiniana dei meccanismi evolutivi. Durante la Seconda Guerra Mondiale Turing lavora per il Department of Communications inglese. Il suo fondamentale contributo per decrittare i codici segreti nazisti è raccontato anche in un romanzo di Robert Harris e in un film di Michael Apted, entrambi intitolati Enigma, e in una pièce teatrale di Hugh Whitemore intitolata Breaking the Code (violare il codice). Del test di Turing, abbiamo già parlato qui e qui. In sintesi, si tratta di un modo semplice e brillante per determinare se una macchina sa “pensare”, tanto da essere in grado di rispondere a una serie di domande in un modo indistinguibile da quello di un essere umano. Brian Christian dell’Atlantic prende parte a un test di Turing in qualità di essere umano e lo racconta in un articolo. Nessuna intelligenza artificiale è ancora riuscita a superare il test anche se, nel 2008, il chatbot Elbot ci va vicino (Elbot è simpatico e NeU ve l’ha già presentato tempo fa, in uno dei due articoli linkati sopra. Se non l’avete ancora fatto, provate a chiacchierare con lui. È un’esperienza curiosa) Se volete conoscere meglio Turing prendetevi quindici minuti per dare uno sguardo all’ottimo documentario di Rai Edu e fate un giro nel Turing Digital Archive: contiene oltre 3000 documenti inediti. Un buon modo per ricordarlo è promuovere sempre, con forza, in ogni ambito, la tolleranza: una delle condizioni indispensabili per alimentare la creatività e favorire il pensiero creativo.
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