Mi rendo conto che l’affermazione può apparire pomposa, ma il lavoro della creatività è anche un viaggio dentro se stessi. D’altra parte, e anche senza tirare in ballo Socrate o il Conosci te stesso! dell’Oracolo di Delfi, se ci pensate bene è impossibile lavorare senza avere dimestichezza con il proprio strumento di lavoro. E, nel caso della creatività, il vostro principale strumento siete voi: mani, occhi, corpo, voce, gesti, ma anche pensieri, sogni, ossessioni e incubi, ricordi, manie, passioni, esperienze e conoscenza. E, non dimentichiamolo, comportamenti. Per questo mi sembra interessante proporvi il lavoro di Jamie Wieck, un giovane designer uscito dalla Saint Martin School di Londra nel 2006. È pregevole perché dimostra un eccellente grado di consapevolezza (e non è per niente pomposo). Perché dice diverse cose sensate, alcune molto pratiche, senza cedere alla tentazione della stravaganza. Perché è utilissimo a chi vuole iniziare, ma è anche un buon promemoria per chi già lavora. Perché è originale nella forma, nuovo e contemporaneo nel modo di trasmettersi: brevi affermazioni da 140 caratteri diffuse via Twitter. Si intitola The 50 things every creative should know. Le mie favorite sono la numero 4 (sul darsi obiettivi), la numero 9 (sul curare la qualità del proprio lavoro). La numero 20 (sul fare domande). La numero 22 (sul non cercare apprezzamento, ma critiche). La 28 e la 29 sul non svendersi. La 34 sull’apprezzare i vincoli. La 36 sul ri-definirli. La 39 sul saper argomentare le proprie proposte. La 41 sul lavorare “per” e non “contro”. La 44 sull’essere ambiziosi e la 46 sul prendersi la responsabilità dei fallimenti. E la 47 sul condividere le proprie idee, cosa che cerchiamo di fare anche qui, su NeU. Che ne pensate? Quali affermazioni vi convincono di più? Quali vorreste aggiungere? Se avete buoni suggerimenti, potete anche inviarli a Wieck, che ora si è posto l’obiettivo di arrivare a 100.
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