In una Ted Conference 2011 lo statistico Hans Rosling ricorda con dati semplici e inequivocabili che il maggior problema del mondo prossimo venturo è la mancanza di energia: macchine “magiche” e irrinunciabili come la lavatrice migliorano la vita degli individui. Ma consumano. Oggi metà dell’energia viene usata da un settimo della popolazione mondiale. Se le risorse diminuiscono, se il nucleare non è una soluzione e se il cambiamento climatico ci preoccupa, dobbiamo inventarci qualcos’altro. È stata definita il Santo Graal della scienza la foglia artificiale inventata da Daniel Nocera del MIT e dieci volte più efficiente di quelle vere. È economica, basta metterla in un recipiente d’acqua ed esporla al sole, ed è capace di «fornire energia a una abitazione di un paese in via di sviluppo per un anno». Tra meno di 10 anni la tecnologia potrebbe essere disponibile. Alla creatività del MIT dobbiamo anche le cellule fotovoltaiche capaci di ripararsi da sole, come fanno le foglie vere (qui l’articolo tecnico uscito su MITnews). Forse il cambio di paradigma passa anche dalla ridefinizione creativa di concetti come “gas di scarico”: recuperandone il calore, li si trasforma in una fonte di energia. O come “macchina” (qualcosa di meccanico) e “deserto” (luogo abbandonato): basta guardare il progetto norvegese che prova a trasformare i deserti in fabbriche verdi. Ma la storia più bella sull’energia si trova in Africa, ed è quella del ragazzo che guarda le figure e intrappola il vento. Se volete divertirvi con l’energia, potete provare a costruirvi una cella solare con tè e ciambelle. Se volete fare qualcosa di serio, ricordatevi che il 12 e il 13 giugno c’è il referendum sul nucleare. E ditelo in giro.
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